Roma, 27 nov – Cosa vuol dire oggi rispondere ai bisogni sociali, alle domande vecchie e nuove delle nostre comunità all’estero? Cosa vuol dire oggi, in uno scenario internazionale completamente mutato, essere soggetti di una globalizzazione delle merci e dell’economia prima ancora che delle persone? Sono solo alcune delle domande proposte stamani presso la sede nazionale Acli di Roma, nel corso di un seminario di studio intitolato “Lo scenario internazionale e le sfide per le Acli nel mondo”, presieduto da Michele Consiglio, vicepresidente nazionale e responsabile del Dipartimento “Rete Mondiale Aclista”, padre Gianpaolo Salvini, direttore de “La Civiltà Cattolica”, Andrea Olivero, presidente nazionale delle Acli e della Fai, Franco Narducci, vicepresidente Commissione Affari esteri e comunitari della Camera dei Deputati. Il cappello introduttivo dell’incontro è stato affidato a Michele Consiglio, secondo il quale “occorre affrontare i cambiamenti del mondo per capirne gli effetti che determinano la vita delle persone, a partire dagli stravolgimenti causati dalla globalizzazione dell’economia fino al profondo mutamento che avvolge la nostra emigrazione all’estero. In questo senso è importante che le Acli – ha affermato Consiglio – si adeguino ai nuovi bisogni dei nostri emigranti, ben differenti, come tipologia, da quelli che furono protagonisti dei grandi flussi del ‘900. Oggi l’emigrante italiano è per lo più un giovane che, in possesso o meno di un titolo di studio qualificato, sente la necessità di espatriare per trovare un lavoro che lo gratifichi e lo tuteli”. (SEGUE)