Roma, 27 nov – “L’emigrazione di oggi – prosegue l’onorevole – è frutto di una mobilitazione transnazionale che vede protagoniste le giovani generazioni, soprattutto ricercatori, che trovano il giusto impiego all’estero e difficilmente fanno ritorno, perché in Italia risultano poco sostenuti e tutelali a scapito di una fonte d’investimento che va ad arricchire Paesi come Spagna, Germania e Russia che attuano un’imprenditoria dei servizi. La tutela dei nostri connazionali all’estero passa anche attraverso la modifica della legge sulla cittadinanza italiana e alcune disposizioni di legge sull’immigrazione. Occorre che il Governo italiano attui una politica d’integrazione efficiente – continua Narducci – in modo tale che vi sia uno stabile contratto Stato-immigrato, che conduca quest’ultimo al rispetto delle norme e della cultura del nostro Paese. Attraverso un avvenimento importante come la Conferenza internazionale dei Giovani Italiani nel Mondo del 10 dicembre prossimo a Roma – conclude Narducci – avremo il giusto scenario di quanto e di cosa si attendono i giovani dalla terra d’origine dei propri padri e di come le Acli potranno adeguarsi a questi creando un punto di contatto tra il Paese di residenza e l’Italia”. Le conclusioni sono state affidate al presidente Acli Andrea Olivero, il quale ha confermato le priorità sulle quali l’Associazione intende insistere per proseguire il proprio lavoro di assistenza ai lavoratori, sia in Italia che all’estero. In prima istanza le Acli intendono realizzare studi e promuovere riflessioni sul ruolo e la missione da intraprendere nel mondo relativi ai processi di “migrazione”, anche in relazione alle problematiche riguardanti i rapporti con i Paesi di immigrazione verso l’Italia. Il secondo punto riguarda la presenza e l’iniziativa delle Acli in riferimento, soprattutto, ai processi locali di ogni singolo Paese. Costruire percorsi condivisi di progettazione degli interventi nei singoli paesi tra i diversi attori del sistema Acli, così come progettare e rendere coordinato gli interventi locali con il coinvolgimento delle realtà territoriali regionali. Infine, rafforzare il protagonismo politico delle Acli nel rapporto con gli altri attori italiani del mondo dell’emigrazione e nei rapporti con i mondi ecclesiastici e sociali.