Roma, 28 nov – “Credo – scrive Frattini – che, in questo ambito, vi sia una possibilità di ancor più stretta collaborazione politico-istituzionale tra Parlamento e Governo. Penso, signor Presidente, ad azioni comuni, cui il ministero degli Affari Esteri si dichiara sin d’ora disponibile, volte alla osservazione e al monitoraggio della situazione di appropriata tutela dei diritti umani fondamentali in alcune regioni del mondo. Sarei, ad esempio, ben lieto di offrire una più intensa cooperazione in vista della creazione di un osservatorio parlamentare e del Governo – cui la rete diplomatico-consolare fornirebbe la dovuta assistenza – per il monitoraggio dello stato di promozione e tutela dei diritti fondamentali – dalla vita, alla dignità di donne e uomini, ai diritti religiosi – ad iniziare dalle aree in cui l’Italia è attivamente impegnata con proprie missioni di peacekeeping, senza escludere ovviamente altre regioni per cui un’attenzione speciale si rende necessaria. Credo, Signor Presidente, che l’azione che Le propongo di valutare e di sostenere a nome del Governo sia un contributo alla ormai tradizionale “via italiana” all’impegno in politica estera. Un impegno che vede, sempre di più, democrazia e diritti umani come componenti essenziali della nostra azione nel mondo.”
(Sis)