Roma, 1 dic – Preoccupato per le questioni social e li diritti umani, negli anni 30 aderisce al partito comunista partecipando in molte manifestazioni popolari per cui è stato messo in prigione in parecchie occasioni dai governi autoritari dell’epoca avendo sofferto pure l’annientamento di molte delle sue opere caratterizzate dalla denuncia sociale. Le sue idee erano l’anima delle sue creazioni: faccie marginali che rispechiano le sofferenze della povertà, gesti duri e rigidi, uomini dal viso adusto con lo sguardo angosciante, Grassi ha esposto senza passare al setaccio le sue proprie sofferenze. Nel trascorso della sua estesa carriera ha ottenuto numerose riconoscenze compressa la nomina di “Cittadino Illustre” conferitaGli dal Consiglio comunale nel 2003. Pittore delicato ed originale, pregiato ed entusiasta docente ed autore di vari libri, Italo Grassi è arrivato a celebrare, appena pochi mesi fa, gli ottanta anni con la pittura. Ha lasciato una feconda opera, tra la quale uno splendido murale di più di 40 metri quadri dipinto dall’artista nel 1979 appunto nella sede dei marchigiani di Mar del Plata e che raffigura i paesaggi e la gente delle Marche asieme ad una parte indissolubile della sua propria storia e che lo ha colpito di particolar modo: l’emigrazione. A dare testimonianza di ciò anche il libro “Recuerdos en Comùn” sui vadesi di Mar del Plata pubblicato dalla medesima Associazione alcuni anni fa. In definitiva, un grande maestro, degno di rispetto.
(Sis)