Roma, 1 dic – I responsabili dei Patronati in Svizzera accreditati nel Cepa (Ital-Uil, Inca-Cgil, Acli, Inas-Cisl), hanno partecipato venerdì 21 novembre a Lugano alla seconda tavola rotonda sull’amianto organizzata dalla Suva. Secondo i suddetti patronati, “i lavoratori italiani in Svizzera, che in passato erano venuti a contatto con l’amianto, si sono in parte ammalati molto tempo dopo il loro rientro in patria. Queste persone hanno diritto anche alle prestazioni assicurative della Suva e possono inoltre richiedere visite mediche preventive. Dato che i dipendenti di un’azienda sono assicurati collettivamente contro gli infortuni e le malattie professionali presso il datore di lavoro, la Suva non conosce i nomi delle singole persone assicurate. Sebbene sussistano contatti con molte di queste persone in Italia, ad esempio grazie alle visite mediche preventive o all’Istituto Nazionale italiano per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL), non si può escludere che molti dei lavoratori italiani esposti all’amianto in Svizzera non siano a conoscenza delle possibili prestazioni e della prevenzione medica offerta dalla Suva. I patronari ricordano che “la Suva ha introdotto la nuova procedura riguardante l’indennità per menomazione dell’integrità in caso di mesotelioma. Già sei mesi dopo il manifestarsi della malattia, le persone interessate ricevono come anticipo la metà dell’indennità; dopo altri 12 mesi hanno diritto all’intera indennità. Con questo incontro la Suva assume la propria responsabilità nella tutela dei lavoratori”.
(SEGUE)