Roma, 1 dic – “L’emigrazione italiana nel mondo è parte attiva dei processi di trasformazione in atto a livello globale. Una storia, incessantemente alimentata dalla necessità di crescita e di realizzazione umana, ha visto la nostra transizione da emigranti a cittadini nel mondo. E’ in tale veste che vogliamo rivendicare l’affermazione dei diritti di partecipazione, di rappresentanza e di cittadinanza sia nei paesi di arrivo che in Italia. Rispetto al nostro paese, riaffermiamo il valore dei “luoghi” in cui tali diritti si esercitano: le associazioni, le Consulte, i Comites, il CGIE e la rappresentanza parlamentare non vanno viste secondo logiche conservative, ma rimettendo continuamente in discussione le esperienze fatte”. Inizia così il documento finale votato all’unanimità venerdì scorso in occasione del convegno della Consulta Nazionale per l’Emigrazione. L’associazionismo italiano vive nelle nostre comunità all’estero una fase di transizione e trasformazione – si legge nel documento – Negli ultimi anni molte cose sono cambiate in Italia e nel mondo. É cambiato il mondo dell’emigrazione e stanno cambiando e nascendo nuove associazioni. L’associazionismo ha dunque in parte mutato e sta mutando la propria fisionomia. Le associazioni sono, nello stesso tempo, testimoni e protagonisti dei processi di integrazione vissuti in una società globalizzata, vivono e operano secondo dinamiche legate soprattutto alle realtà nelle quali sono inserite. E’ responsabilità delle istituzioni e delle associazioni nazionali, regionali e locali, tenendo conto di tali dinamiche, il mantenimento e la continuità del loro rapporto con l’Italia di oggi”.
(SEGUE)