Roma, 1 dic – Vi è ormai un consenso diffuso sui principi che dovranno ispirare le politiche di sviluppo del futuro: ruolo centrale dei Paesi in via di sviluppo nella definizione e implementazione delle politiche (ownership); creazione di partenariati inclusivi tra tutti gli attori dello sviluppo, non solo i donatori tradizionali e gli stessi Paesi beneficiari ma anche i nuovi attori, dalle fondazioni alla società civile, al settore privato e ai partenariati pubblico-privati; infine, ampia disponibilità da parte di ciascuno a rendere conto, in maniera trasparente, dei risultati delle politiche di sviluppo. Giova ricordare – spiega una nota della Farnesina, che l’Africa, con tutti i suoi bisogni di crescita economica, di lotta alla povertà, alle malattie, alla violazione dei diritti umani e alle violenze su donne e bambini, è tra le priorità politiche della Presidenza italiana del G8. Non sottovalutando mai l’importanza dell’aiuto pubblico allo sviluppo, l’Italia porrà però l’accento, in linea con quanto già fatto ad Accra, sulla necessità di un approccio più comprensivo alla politica di cooperazione, che tenga conto che, nella crescita, giocano tutti i diversi fattori, e tra questi il commercio, gli investimenti diretti del settore privato, i partenariati pubblico e privato, l’apporto delle organizzazioni non governative, quello della società civile e dei governi delle comunità locali.
(Sis)