Roma, 10 dic – Si è aperta a Roma come da programma la prima Conferenza dei Giovani Italiani nel mondo. Nell’Aula della Camera dove i parlamentari per la prima volta hanno preso posto di fronte ai discendenti degli italiani emigrati, il presidente Gianfranco Fini ha salutato i giovani selezionati dagli organizzatori del Mae di concerto con Comites, Cgie, Ambasciate e Consolati per rappresentare gli ‘italiani nel mondo di ultima generazione’. Il presidente Fini prima del suo intervento ha dato la parola al ministro degli Affari Esteri Franco Frattini che si è rivolto ai ragazzi giunti dai 5 continenti e 38 diversi Paesi sollecitandoli a “mantenere un legame forte con la madre Patria”. Tanti sono per Frattini i giovani italiani che ancora oggi lasciano il Paese. “Io stesso – dice – durante i tre anni e mezzo di incarico alla Commissione Europea ho incontrato molti i giovani italiani trasferiti in Europa per lavoro”. Il Comitato organizzatore di questa Conferenza presieduto dal senatore Mantica, sottosegretario agli Affari Esteri con delega per gli italiani nel mondo, ha individuato i 5 temi che faranno da telaio al confronto che si svolgerà nella sede della Fao a Roma. “Ci dobbiamo sentire tutti parte di un sistema coordinato, il sistema Paese che sta cercando di rafforzarsi nel mondo. E’ importante – ha detto Frattini – che tutti insieme condividiamo una nuova idea di essere italiani”. “Il vostro impegno si deve tradurre in modo immediato in valore aggiunto. La nostra immagine italiana si rafforza grazie a voi”. Poi il ministro degli Esteri ha elencato i cinque temi e il perché della loro scelta. Dall’identità alla lingua e cultura italiana che “è il collante della nostra intesa”, all’informazione, “veicolo della nostra identità e della presenza italiana nel mondo. Strumento che deve arricchirsi delle possibilità delle nuove tecnologie”. Infine la rappresentanza e il lavoro: “tema questo – dice Frattini – che più sta a cuore”. Sul futuro delle giovani generazioni il ministro invia un messaggio rassicurante: “il nostro Paese ha le risorse necessarie per uscire gradualmente da una crisi che investe il mondo intero”. Spiegando poi gli intenti di questa Conferenza romana Frattini dice: “vogliamo disegnare un percorso innovativo per dialogare con le Comunità dei giovani italiani che vivono fuori del nostro Paese”. “Più della metà, oltre 2 milioni di persone italiane che vive nel mondo, è giovane. Di questi – aggiunge – oltre il sessanta percento vive in Europa”. A conclusione del suo intervento Frattini si è rivolto al Presidente della Repubblica Napolitano giunto a Montecitorio proprio per salutare e giovani riuniti a Roma. “Non possiamo dimenticare quegli italiani che hanno lasciato il Paese tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del ‘900. A questi – ha detto Frattini – il nostro ringraziamento per aver sostenuto l’Italia e aver fatto sì che il nostro Paese sia divenuto ciò che è oggi”. Breve l’intervento del presidente Napolitano che invita i ragazzi presenti in Aula ad “essere buoni italiani” anche “cercando di seguire le evoluzioni del nostro Paese”. “Coltivate la vostra italianità –dice Napolitano -. Fate un buon lavoro e godetevi Roma, tempo permettendo e infine tornate presto nel nostro e vostro Paese”.