Roma, 12 dic – “Papponi. E’ con questo termine che Vittorio Feltri ha apostrofato su Libero ieri in prima pagina i delegati che in questi giorni hanno partecipato alla prima Conferenza dei giovani italiani nel mondo. Ragazzi nati e cresciuti in Germania, in Francia, in Svizzera, o anche in paesi più lontani, quali gli Stati Uniti, l’Argentina o l’Australia, e che con fatica cercano di mantenere vivo il loro rapporto con l’Italia. Non per nostalgia. Non per nazionalismo. Semplicemente perché non possono fare altrimenti, perché fa parte della loro storia, della loro vita”. Inizia così la nota del Partito democratico in risposta al contestato intervento di Vittorio Feltri sulla Conferenza dei giovani italiani nel mondo. “Queste persone, studenti, ricercatori, giovani professionisti, nella stragrande maggioranza dei casi profondamente integrati nei rispettivi paesi di residenza, nell’ultimo anno e mezzo si sono fatte coinvolgere dal CGIE, il Consiglio generale degli italiani all’estero, in un percorso di dibattito e confronto iniziato nei vari Stati esteri e che è culminato nella Conferenza di cui sopra, che aveva il compito di fare una sintesi e di far capire all’Italia chi sono queste centinaia di migliaia di italiani all’estero, cosa fanno, pensano, si aspettano e possono dare al proprio paese d’origine. Per Libero – si legge nella nota – invece tutti papponi, perché vengono in Italia a spese dello Stato e perché partecipano a una Conferenza ritenuta inutile”.
(Sis)