Milano, 21 gen – Intolleranza del dissenso, ostilità verso i vicini democratici e uso selettivo dell’energia per dividere l’Occidente fanno della Russia un pericolo, secondo Edward Lucas, che presenterà il suo libro martedì 27 gennaio alle 18 all’Ispi di Milano. La Russia di Putin è entrata in rotta di collisione con l’Occidente, ma Europa e America sembrano non essersene accorte, sostiene Edward Lucas, un giornalista dell’Economist che copre i fatti dell’Europa orientale dal 1986, nel suo “La nuova guerra fredda”. Il putinismo e le minacce per l’Occidente (Università Bocconi editore, 2009, 360 pagine, 22,50 euro). Con l’etichetta di “democrazia sovrana” si sta sviluppando un sistema autoritario, portatore di un’ideologia antidemocratica e antioccidentale, non scevro da tentazioni imperialistiche, come dimostrano l’attacco alla Georgia dell’agosto 2008 e il braccio di ferro con l’Ucraina per le forniture di gas. Gli assassinii di Anna Politkovskaja e Aleksandr Litvinenko, rilevanti per l’eco che hanno avuto in Occidente più che per la loro eccezionalità, dimostrano invece la determinazione del regime russo a non tollerare il dissenso. Proprio in questi giorni gli omicidi di Anastasia Barburova e Stanislav Markelov sottolineano la drammatica attualità delle molte pagine che Lucas dedica alla persecuzione dei giornalisti e agli sforzi di condizionamento della stampa. La transizione da Eltsin a Putin avrebbe segnato, secondo Lucas, il passaggio di potere dagli oligarchi all’apparato degli ex servizi segreti sovietici e dall’apertura all’Occidente a una chiusura quasi autarchica, basata su ordine e benessere, intollerante di ogni modello alternativo che potrebbe affacciarsi nell’area di influenza russa. È per questo che gli attacchi diplomatici, economici e militari più violenti si dirigono verso Georgia, Ucraina ed Estonia, con la Moldova a costituire un ulteriore centro di crisi. L’economia, sostenuta dagli alti prezzi degli idrocarburi degli ultimi anni, è il motivo per cui sia i russi, sia gli stranieri, tollerano comportamenti tanto autoritari. La marginalizzazione degli oligarchi e una più bilanciata distribuzione della ricchezza mettono a tacere il fronte interno, mentre l’utilizzo selettivo della carota energetica è sufficiente a dividere un fronte occidentale più attento alle questioni di portafoglio che a quelle di principio. Il denaro è il punto di forza della Russia e la debolezza dell’Occidente, secondo quanto scrive Lucas, che esorta invece Europa ed America a ricordarsi dei propri valori fondanti quando trattano con Mosca.
(Caf)