Lecce, 29 apr – Le nuove idee per l’ambiente sgorgano
copiose dal Festival dell’Energia. In questa fase di post terremoto in Abruzzo,
l’invenzione più utile è la casa ecologica per le emergenze. Si monta in un
attimo, costa poco e sfrutta risorse rinnovabili per illuminare e riscaldare le
stanze. È’ solo una della idee che saranno presentate nella manifestazione
promossa a Lecce dall’ Agenzia di Ricerche Informazione e Società con
Assoelettrica e Federutility dal 14 al 17 maggio. Ci sono anche diversi modelli
di auto elettriche, inediti pannelli solari a forma di tubi, tanti sistemi
originali per produrre energia pulita. La più futuristica è però la membrana a
fibre ottiche per rivestire i palazzi, una sorta di carta da parati interattiva
che si trasforma in un mega schermo televisivo. In tutto, sono ben 15 progetti
creati da enti di ricerca dislocati in tutto lo Stivale, isole comprese. Li ha
scelti il Comitato Scientifico del Festival tra tutti quelli che si sono
candidati al Call for Papers, l’iniziativa nata per promuovere ricerca,
innovazione e dare impulso allo sviluppo di nuove tecnologie. Durante i tre
giorni del meeting saranno visibili allo Spazio Innovazione allestito presso i
Chiostri del Rettorato del capoluogo salentino. La mostra delle invenzioni si
distingue da tutti gli eventi del Festival perché è l’unica che produce
brevetti pronti all’uso. Da nord a sud, università e centri di ricerca hanno
aderito in massa al Call for Papers lanciato dal Festival dell’Energia. Il
bando era rivolto a tutti gli enti di ricerca pubblici e privati per la
presentazione di studi e ricerche in ambito energetico. “La ricerca -spiega
Emilio Conti, vice presidente Aris e membro del Comitato Scientifico del
Festival- è un fattore di sviluppo fondamentale per la crescita economica e
sociale di un Paese, soprattutto in un ambito così importante come quello
energetico, che potrebbe rappresentare per l’Italia la chiave di una
riconversione industriale e di un rilancio economico. Non sempre tuttavia è
facile per chi si occupa di ricerca riuscire a far conoscere al grande pubblico
i risultati delle proprie attività. Il call for papers promosso dal Festival
dell’Energia rappresenta un’occasione per mediare l’incontro tra mondo
scientifico, aziende e non addetti ai lavori. La creazione di una nuova cultura
dell’energia ampiamente condivisa passa innanzitutto dal dialogo e dal confronto
tra questi mondi. Lo Spazio Innovazione, ove verranno esposti i lavori che
abbiamo selezionato, vuole essere un primo passo in questa direzione”. I 15
progetti selezionati sono molto diversi tra loro, ma hanno un minimo comun
denominatore nella ricerca del risparmio energetico. Si possono classificare in
tre grandi aree: edilizia, mobilità e fonti rinnovabili. Il modulo abitativo
creato dal Crea (Centro Ricerca Energia e Ambiente) dell’Università del Salento
è facilmente disponibile in caso di necessità. “L’abitazione – spiegano gli
autori del brevetto- si caratterizza per l’elevata flessibilità e per il
rispetto di criteri di sostenibilità ambientale, oltre che per il costo
contenuto. Geometria, materiali utilizzati e impianto di climatizzazione sono
stati scelti per garantire risparmio energetico e condizioni ottimali di
benessere.” I ricercatori dello stesso Ateneo, artefici di ben 5 idee tra
quelle arrivate alla finale del concorso, hanno sperimentato la prima casa
passiva mediterranea nel comune di San Vito dei Normanni, vicino Brindisi: un
edificio con un consumo energetico di 11 kWh/m2 anno ottenuto grazie a un
sistema di isolamento efficiente e all’utilizzo di fonti energetiche
rinnovabili. E il medesimo gruppo ha allestito i prototipi di ben tre modelli
di auto ecologiche. Sono vetture elettriche, facili da ricaricare, adatte alla
città ma anche a viaggiare in aree extra urbane. Il veicolo
elettrico-fotovoltaico a emissioni zero, ad esempio, si impiega esclusivamente
in ambito urbano. Tra i vari metodi per creare energia pulita, c’è quello
illustrato dal Dipartimento di Fisica dell’Università di Messina. E’ basato sul
sistema termoacustico, meno complesso rispetto ai convenzionali sistemi
termodinamici. Il calore prodotto può essere facilmente convertito in energia.
Il pubblico profano assegnerebbe in ogni caso l’Oscar per l’originalità alla
dott.ssa Caterina Catalano del Politecnico di Milano. E’ lei l’inventrice della
membrana interattiva per i palazzi, un involucro multifunzionale in fibra
ottica con funzione ombreggiante e schermante. Pensato per essere applicato
sulle facciate degli edifici allo scopo di renderle luminose, policrome e
contemporaneamente migliorare la vivibilità urbana, il rivestimento è in grado
di trasformare l’edificio in uno schermo per trasmettere messaggi. La ricerca
compie così un altro passo in direzione del futuro sostenibile. Le case
presentate al Festival salentino non saranno solo ecologiche, ma diventano
anche, secondo la definizione della scienziata milanese, “spazi di
comunicazione visiva”. (Clz)