Roma, 29 apr – Una panoramica dettagliata dell’evoluzione di Gabriele D’Annunzio e della sua poesia. Questo l’obiettivo di Silvano Ciprandi nella scrittura del suo nuovo libro “La Grande Poesia – Gabriele D’Annunzio” pubblicato da Selecta Edizioni e presentato oggi presso la sede centrale della Società Dante Alighieri a Roma in un incontro a cui ha preso parte anche il critico letterario Walter Mauro. Il volume nasce dai testi delle conferenze tenute da Ciprandi, vicepresidente del comitato della Società Dante Alighieri di Milano, sui grandi poeti classici e contemporanei visti. L’opera appena pubblicata e le successive in corso di pubblicazione nascono da una “amara sorpresa”, ha dichiarato Ciprandi: “La gente – ha detto il vicepresidente – ha ricordi solo scolastici della poesia”. La conoscenza poetica della maggior parte delle persone, secondo le parole di Ciprandi, si ferma alle composizioni precedenti al Novecento, che invece è un secolo molto importante dal punto di vista della produzione poetica. “Se la poesia moderna viene prospettata nella maniera giusta piace – ha affermato -. Noi che dobbiamo diffondere la cultura possiamo farlo semplificando il linguaggio poetico”. Il risultato ottenuto da Ciprandi è appunto l’opera presentata oggi, durante l’incontro promosso dal comitato di Roma della Società Dante Alighieri, a cui faranno seguito altre pubblicazioni dedicate ad altri poeti del Novecento italiano come Eugenio Montale, in corso di stampa, e Vittorio Sereni. “La Grande Poesia – Gabriele D’Annunzio” è diviso in quattro sezioni: la prima analizza il percorso evolutivo fino ad “Alcione”, la seconda parte da “Alcione” e ripercorre gli stili sperimentati da D’Annunzio, gli ultimi due capitoli approfondiscono le tematiche della musicalità del verso e il mito del superuomo. “Tutto il Novecento è debitore a D’Annunzio – ha evidenziato Ciprandi -. Dotato di un lessico straordinario e grande sperimentatore di stili; attento osservatore di quello che accadeva fuori dai confini nazionali”.
(Cle)