Roma, 27 mag – “Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero viene messo in discussone da un segmento della comunità che oggi ostenta il potere. Ciò può succedere per convinzione o per convenienza. Personalmente ribadisco la mia ferma convinzione della necessità di rafforzare gli organismi di controllo e rappresentanza della nostra comunità poiché se questi scompaiono l’immensa collettività distribuita in tutto il mondo resterà ‘in mano’ alla classe politica, con le conseguenze che ciò implica. Si instaurerebbe così un doppio conflitto o frattura socio-politica, da un lato una dirigenza sempre più isolata dalle istanze della comunità e dall’altro lato una società civile “legata” a causa della mancanza di un sistema istituzionale che le assegni una presenza di peso nei processi decisionali”. Lo afferma Josè Tucci, direttore della testata italiana in Argentina “La Comunità” ed esponente della Consulta dei Calabresi nel mondo, in una nota.