Roma, 26 giu – “Non ha alcun senso voler ‘rivoluzionare’ l’assetto della rete consolare e la fruizione dei servizi che da essa ne derivano in assenza di un’opzione alternativa ed efficace sia per le nostre comunità all’estero che, tout court, per il mondo produttivo e culturale. Tanto più che, fatti i dovuti calcoli, da tale cosiddetta “razionalizzazione” non ne deriva nemmeno un’“economia di scala” tale da giustificare temporanei disservizi in vista di una diversa definizione a breve o medio termine. Il “piano”, infatti, è carente di ogni prospettiva, perfino all’interno di un’Europa comunitaria, dove con maggior rapidità potrebbero essere raggiunti accordi bilaterali per servizi complementari.” Lo afferma il Segretario Generale del Cgie, Elio Carozza, annunciando di aver trasmesso al Governo il previsto “parere” del Cgie in materia.