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LA CRISI ENTRA IN FARMACIA: CAMBIA L’UTILIZZO DEI MEDICINALI DA BANCO

it@withub.it by it@withub.it
29 Giugno 2009
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Milano, 29 giu – Nel nuovo studio sul comportamento dei
consumatori rispetto ai farmaci da banco, The Nielsen Company sottolinea
l’impatto polarizzante che sta avendo il rallentamento economico globale. Il
46% dei consumatori mondiali indica che il rallentamento delle economie
potrebbe incidere sulla quantità o sul tipo di medicinali da banco che
utilizzano anche se i livelli variano dal 79% in Cina al 5% in Danimarca. Un
terzo degli europei e solo il 31% dei nord americani concordano sul fatto che
l’utilizzo cambierà, ma in America Latina (47%), Medio Oriente/Africa (55%) e
Asia Pacifico (57%) i livelli sono significativamente più alti. Si potrebbe
concludere che le nuove realtà economiche, unite alle entrate più basse possono
diminuire l’utilizzo di farmaci da banco per i consumatori di molti Paesi in
via di sviluppo. Quindi, quali cambiamenti potrebbero verificarsi nell’utilizzo
di farmaci da banco? I consumatori sono stati invitati ad individuare i
principali modi in cui l’uso di medicinali non soggetti a prescrizione medica
poteva cambiare. In primo luogo vi è un’ampia coerenza nella percentuale di
rispondenti che semplicemente decidono di utilizzare medicinali Otc meno
frequentemente. Questo comportamento avrà inevitabilmente un impatto sui volumi
della categoria nel corso dei prossimi dodici mesi. In secondo luogo, al di
fuori del Nord America, vi è una base ampia di consumatori che indica di voler
utilizzare maggiormente i rimedi naturali e tradizionali soprattutto in molti
mercati dell’Europa orientale (Paesi Baltici, Russia, Repubblica Ceca,
Ungheria). Elevati livelli di risposta sono stati registrati anche in Cina,
Filippine, Indonesia, Turchia, Brasile e Colombia. Tuttavia i livelli di
risposta a questa opzione, nella maggior parte dei paesi dell’Europa
occidentale e del Nord America sono stati molto più bassi. Infine i consumatori
negli Stati Uniti si avvarranno della possibilità di acquistare prodotti meno
costosi (30%). Il ruolo dei prodotti generici a basso prezzo e a marchio
privato è cresciuto significativamente negli ultimi anni in Nord America e i
consumatori li ritengono, in molti casi, efficaci e affidabili quanto quelli
delle marche più conosciute. Allo stesso modo, in alcuni mercati europei
occidentali, soprattutto nei paesi nordici e in Germania, per una elevata
percentuale di consumatori il cambiamento sarà alla ricerca di prodotti meno
costosi. Un fattore di qualche conforto per i produttori e per i distributori
di medicinali da banco è che la percentuale di consumatori che hanno dichiarato
che smetteranno di acquistare questi prodotti a causa del rallentamento
economico globale è molto bassa. Arabia Saudita (16%) e Turchia (14%) hanno
avuto il più alto livello di risposta ma la maggior parte degli altri paesi ha
dato risposte inferiori al 10%. Interessante è quanto i consumatori in Europa
si fidano della consulenza del farmacista rispetto a molte altre regioni del
mondo. Come mostra il grafico sotto riportato, i consumatori sono stati
invitati a scegliere, tra diverse opzioni, i fattori più importanti che li
inducono ad acquistare farmaci Otc. A livello globale nei 50 Paesi dove è stata
condotta la ricerca i fattori chiave sono la sicurezza e l’efficacia – “So che
è sicuro” e “So che funziona”. Inoltre ci sono altri fattori relativi alla
fiducia nel prodotto, al branding, alla familiarità, alla velocità di azione e
ai suggerimenti del farmacista. Tuttavia le risposte da parte dei consumatori
europei dimostrano che il parere del farmacista è ancora molto importante nel guidare
la scelta dei prodotti e questo è uno dei motivi per cui i produttori investono
milioni di euro per la forza vendita nelle farmacie. Questa fiducia dei
consumatori verso le farmacie è particolarmente elevata in Belgio e in Spagna
(oltre il 50%). Confrontare questo dato con gli Stati Uniti (13%) mostra
chiaramente che la politica di libero accesso e di auto-selezione ai farmaci
nei supermercati e nelle farmacie ha ridotto significativamente il ruolo del
farmacista in America. Rispetto alla media globale (20%), negli Stati Uniti i
consumatori sono molto più interessati al prezzo del prodotto – per il 33%
questo è un fattore importante nella scelta, superato solo in Giappone (40%).
Nel complesso l’indagine evidenza l’importanza di comprendere le esigenze dei
consumatori locali. (Red)

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