Roma, 14 set – Più laureati e diplomati per le imprese
italiane, in un anno, come quello attuale, in cui il sistema produttivo
nazionale da una parte contiene le sue prospettive occupazionali, dall’altra
alza il livello qualitativo delle sue assunzioni. Su 523mila assunzioni
complessive programmate entro il 2009 dalle imprese di tutti i settori
economici, 62.460 sono destinate a laureati e
dimostrarlo è il Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del
Lavoro. I più amati dalle imprese si confermano i laureati in Economia e nei
diversi indirizzi di Ingegneria. Ma nel 2009 aumenta la richiesta di altre
tipologie di laureati, o in termini di peso percentuale sul totale delle
assunzioni (è il caso dei laureati nell’indirizzo sanitario-paramedico),
oppure, sebbene con una richiesta decisamente più contenuta, in valore assoluto
(come nel caso dell’indirizzo politico-sociale). Tra i diplomi, quelli con
indirizzo amministrativo-commerciale assicurano maggiori possibilità ai
giovani. L’attenzione crescente alle competenze dei candidati all’assunzione si
accompagna anche all’orientamento sempre più accentuato delle imprese ad
assumere personale che abbia già avuto una precedente esperienza lavorativa.
Quest’anno questa inclinazione interessa il 57,5% delle assunzioni programmate,
2 punti percentuali in più del 2008. La maggiore disponibilità di offerta sul
mercato del lavoro giustifica inoltre la diminuzione di circa 6 punti
percentuali della quota di assunzioni non stagionali considerate di difficile
reperimento (20,5% rispetto al 26,2% del 2008), motivata soprattutto dalla
diminuzione dei problemi legati a una ridotta presenza della figura da assumere
(25%, oltre quattro punti in meno rispetto al 2008). Resta però immutata la
difficoltà legate al mismatch fra il profilo qualitativo tra domanda e offerta
di lavoro, tanto è vero che per il 35,3% delle figure per le quali le imprese
prevedono di incontrare difficoltà in fase di reclutamento si “ripiegherà” su
candidati con un livello di qualificazione più basso, per poi formarli
successivamente all’ingresso in azienda. Sono 18.600 i laureati in Economia
richiesti quest’anno dalle imprese, il 60% dei quali dovrebbe essere assunto
con contratto a tempo indeterminato. Nella classifica dei titoli universitari
più ricercati il secondo posto è occupato dall’indirizzo “sanitario e
paramedico” (6.700), in salita di due posizioni rispetto al 2008, e da quello
di “ingegneria elettronica e dell’informazione” (6.600). Fermo restando una
richiesta più contenuta da parte delle imprese, il confronto con l’anno scorso
mostra tuttavia una miglior tenuta dell’indirizzo economico (che concentra il
29,8% dei laureati previsti per il 2009 contro il 29,7% dello scorso anno), del
“chimico-farmaceutico” (5,7% contro il 5,6% del 2008) e di quello di
“ingegneria civile e ambientale” (3,4% rispetto al 3,1% dello scorso anno). In
termini relativi, cresce la domanda di laureati a indirizzo “sanitario e
paramedico” (10,7% contro l’8,3% del 2008), mentre aumenta sia in valore
assoluto, sia in termini di incidenza sul totale, la richiesta di laureati
dell’indirizzo politico-sociale (1.300 le assunzioni previste quest’anno,
quello letterario, filosofico, storico e artistico (1.120 nel 2009, 220 unità
in più del 2008). I diplomati rappresentano circa 222mila delle assunzioni
programmate nel corso del 2009 (a fronte delle 335mila dello scorso anno), con
una crescita, in termini di incidenza sul totale, di circa due punti rispetto
al 2008. I diplomi più richiesti dalle imprese si confermano quelli a indirizzo
“amministrativo e commerciale” (75.900 assunzioni), seguiti dall’indirizzo
“meccanico” (14.800) e da quello “turistico-alberghiero” (13.500). Circa 8mila,
inoltre, le richieste dell’indirizzo elettrotecnico. Anche in termini relativi,
l’indirizzo “amministrativo e commerciale” consolida il suo primato e si
conferma nel
crescita: il suo peso percentuale sul totale delle assunzioni (34,2%) aumenta
di circa un punto rispetto allo scorso anno (33,4%). Un incremento relativo
risulta poi per l’indirizzo “informatico” (2,9% la quota per l’anno in corso
rispetto al 2,5% del 2008) e per quello “socio-sanitario” (1,5% a fronte
dell’1,1% di dodici mesi fa).
(red)