Roma,
6 nov – Dalle aziende ai locali, dalle auto alle gallerie d’arte: con la
questione ambientale che si fa sempre più calda, la certificazione “impatto
zero” si allarga – per fortuna – a macchia d’olio, andando a toccare anche quei
settori e prodotti che, nell’immaginario collettivo, sembrano avere poco a che
fare con l’iunquinamento. In quest’ottica, dall’azienda agricola Volpaia, dalle
vigne di Casanova nasce “Il Puro”: 100% sangiovese, 100% cloni autoctoni, 100%
da agricoltura biologica, 100% Chianti Classico. “Il Puro” è il primo vino al
mondo certificato Impatto Zero, ovvero le emissioni di CO2 necessarie per la
sua produzione sono state compensate con altrettanta nuova foresta piantata.
Volpaia, dopo anni di ricerca e selezione ha prodotto 1.483 bottiglie di un
vino unico. Il Puro nasce da una selezione clonale di 25 diversi cloni di
Sangiovese che Volpaia ha raccolto dagli anni ‘60 ad oggi, preservando così la
grande varietà genetica di Sangiovese presente nelle sue vigne. I 25 cloni sono
stati innestati su tre diversi portainnesti e piantati nella collezione della
vigna di Casanova. Esposta a sud-sudest ad un’altitudine di circa
un terreno di natura arenaria, sabbioso-limoso, la vigna di Casanova –
posizionata fra quelle di Balifico e Coltassala – è una delle migliori
espressioni del terroir di Volpaia. “Il Puro” sarà prodotto solo nelle migliori
annate e chi avrà la possibilità di acquistarne una bottiglia avrà prima di
tutto acquistato un grande vino da collezione, che al ristorante o in enoteca
pagherebbe certamente di più, con la consapevolezza che il 100% del ricavato
sarà devoluto al progetto di Save the Children (i versamenti per l’acquisto del
vino saranno fatti direttamente a Save the Children ed il vino consegnato
gratuitamente a casa). Con Il Puro Volpaia ha deciso di offrire il meglio della
sua produzione per sostenere l’infanzia. Il ricavato dalla vendita de “il Puro”
sarà infatti interamente devoluto al progetto Istruzione comunitaria in Tigray
che ha l’obiettivo di costruire due scuole e 4 pozzi d’acqua in una zona
desertica dell’Etiopia garantendo un futuro migliore per migliaia di bambini e
per le loro comunità. “Questa è la prima volta che un’azienda vinicola Italiana
mette a disposizione il meglio della sua produzione per un progetto come questo
– dice Nicolo Mascheroni Stianti, proprietario del Castello di Volpaia, insieme
ai genitori, Giovannella Stianti e Carlo Mascheroni -. La mia famiglia ritiene
che è sempre più importante proteggere l’integrità dell’ambiente che ci
circonda – e l’agricoltore in questo ha sempre di più un ruolo di primo piano –
ma anche utilizzare questo vino così speciale come veicolo per migliorare il
contesto ambientale di chi è meno fortunato di noi. Così questo è un altro
tassello del nostro progetto per un’agricoltura integrata e sostenibile”. La
famiglia Mascheroni Stianti è da sempre impegnata in una gestione integrata
dell’ambiente che circonda Volpaia, dalla pratica dell’agricoltura biologica,
alla preservazione del patrimonio artistico culturale dell’antico Borgo
dell’undicesimo secolo, all’integrazione dei suoi dipendenti all’interno del
tessuto sociale del borgo. (Roc)