squadre di Alpini, mortai della Folgore, squadre del settimo Reggimento Carabinieri,
tre unità navali (San Giusto, Euro e Foscari) e tre C-130J dell’Aeronautica ed
assetti disponibili di altri paesi occidentali, “Storm
Posti Comando (Cpx) che ha per scenario le operazioni di soccorso ed
evacuazione di connazionali all’estero che si trovino in una situazione di
imminente pericolo (Non Combatant Evacuation Operations – Neo), ha raggiunto un
primo provvisorio obiettivo di salvataggio di 508 occidentali, tra cui 370
italiani. Le attività in corso, che si concluderanno domani, hanno richiesto lo
schieramento del Joint Force Headquarters italiano (ITA-JFHQ), a bordo della
nave San Giusto in Brindisi, quale posto comando dell’operazione. Si tratta di
una esercitazione estremamente complessa perché sono necessari efficaci e
tempestivi coordinamenti fra tutti gli attori in gioco: il ministero Affari
Esteri, con la sua Unità di Crisi ed un ipotetica ambasciata, il Comando
Operativo Interforze (Coi) ed il citato ITA-JFHQ. Il JFHQ italiano è il comando
di brigata interforze proiettabile del COI (livello tattico), con
caratteristiche di elevata prontezza e modularità, cioè adattabile ad una larga
varietà di missioni. Fra i suoi compiti principali c’è quello di pianificare e
condurre operazioni “small scale”, di costituire teams da ricognizione e
collegamento, di schierarsi quale elemento avanzato (advance party) di un
successivo contingente interforze di livello divisionale. E’ un’unità di
Comando Joint altamente reattiva e versatile, pervenuto ad un elevato e
completo livello di capacità ed efficienza operativa, di cui ha dato prova nel
corso dell’operazione “Gran Sasso”, a seguito dell’emergenza sisma in Abruzzo,
e durante l’operazione “Giotto”, in occasione del meeting dei paesi membri del
G8 svoltosi all’Aquila lo scorso luglio.
(grm)