Roma, 27 nov – “Difficile non accorgerci di come le connessioni, globali e locali, fra dimensioni nazionali, regionali e locali rappresentino al giorno d’oggi la realtà del mondo che ci circonda” e “le iniziative della Regione Lazio nel mondo per i propri corregionali possono considerarsi complementari a una politica estera nazionale, dato che la community laziale nel mondo è sia prodotto di legami di natura regionale, sia un sottoinsieme di tutti quei rapporti che l’Italia ha con i propri conterranei nel globo”. Queste le parole del presidente di Globus et Locus, Piero Bassetti, che, non potendo prendere parte ai lavori della quinta Conferenza regionale dell’emigrazione a Frascati, ha voluto mandare il proprio contributo che è stato letto ai partecipanti dal dirigente per le Politiche migratorie della Regione Lazio Paolo Menna. Secondo Bassetti, il tutto si sviluppa e si relaziona in un contesto di “pluriappartenenze” che forniscono grandi opportunità di sviluppo: tra le opportunità, “le funzioni che la Regione Lazio può sostenere e sviluppare con i propri corregionali nel mondo, con gli oriundi laziali e con tutti coloro che conoscono e apprezzano il Lazio” anche quelle di business attraverso “un virtuoso processo di interscambio con i laziali italici nel mondo”, coinvolgendo “i laziali italici nel mondo su una rete laziale globale che promuova i risultati regionali nell’ambito dell’interscambio di merci e prodotti”. I servizi che la Regione Lazio può fornire in questo ambito, secondo Bassetti, possono essere sviluppati mappando il potenziale laziale nel mondo: “Globus et Locus potrebbe favorire questo tipo di aggregazione globale-locale – scrive Bassetti – offrendo uno spazio d’incontro italico-laziale nell’ambito della sua struttura informatica di contatto-scambio con gli italici nel mondo. Un progetto di piattaforma comunicazionale italica sta per essere infatti sviluppato – conclude Bassetti – e, al suo interno, le communities regionali italiche nel mondo potrebbero ottenere spazio e visibilità profilandosi ulteriormente come portatori dei valori italici e regionali”.
(Cle)