Roma, 3 dic – I giovani di origine italiana all’estero intervenuti alla plenaria del Cgie organizzano eventi culturali, proiezioni di film, spettacoli e persino cene, altre volte convenzioni per lo studio e la ricerca, come Francesco Dominoni che in Irlanda ha stipulato un progetto che coinvolge 7 università italiane per ospitare ogni anno venti- trenta ragazzi nella sua scuola di giornalismo di Dublino. Usano internet e in particolare Facebook per tenersi in contatto i nuovi italiani all’estero e da oggi avranno a disposizione un social network a loro dedicato. Voluto dal sottosegretario agli Affari esteri, Alfredo Mantica il portale www.giovaniitaliani.it, attivo da oggi, sarà il luogo di scambio e di raccordo delle idee di tutti i giovani italiani residenti all’estero. Sul network sarà possibile anche creare dei canali di collegamento tra i ragazzi in cerca di lavoro e le imprese. E proprio l’imprenditoria giovanile italiana all’estero è un’altro dei punti su cui i delegati richiamano l’attenzione “forza motrice economica e sociale delle nostre comunità di oggi e del futuro, finora è stata trascurata in questa sede”, ha sottolineato Lorena Inverso, Uruguay. Sulla questione dei consolati Isabella Restifa, rappresentante dei giovani italiani in Australia, dichiara: “Noi giovani siamo assolutamente contrari alla chiusura dei consolati, in particolare quelli dei paesi extra europei, dove le distanze fisiche sono enormi e questi uffici si pongono come forte punto di riferimento per le comunità italiane locali”. Nelle conclusioni, Barbara Origlio, Messico, ha portato il desiderio dei giovani delegati di far parte attivamente delle istituzioni dei Comites e del Cgie, non solo come consulta, in un progetto dettagliato: “Chiediamo al Cgie di istituzionalizzare la presenza dei giovani destinando a loro le quote degli esperti, nell’attesa di una riforma, e chiediamo di organizzare un incontro con Governo, Parlamento, per rendere operative le nostre proposte”.
(San)