Roma, 3 dic – Rappresentanza e partecipazione all’interno delle istituzioni, identità culturale, partecipazione delle donne, attenzione alla ricerca e all’imprenditoria giovanile, ma anche critiche per i tagli delle ultime finanziarie ai fondi destinati all’insegnamento dell’italiano all’estero e per i progetti di chiusura dei consolati. Questi i temi più importanti sollevati dai giovani intervenuti oggi all’Assemblea plenaria del Cgie al Ministero degli Affari esteri. Ventidue ragazzi provenienti da tutto il mondo riunitisi per fare il punto della situazione sui risultati ottenuti in seguito alla prima Conferenza mondiale dei Giovani italiani all’estero del dicembre 2008 e per condividere i risultati ottenuti. “Ad accomunarci c’è un forte senso civico e la volontà di portare a termine il progetto di inserimento dei giovani nei nostri organi di rappresentanza all’estero e di usare questo spazio per far conoscere il mondo giovanile e far ascoltare la nostra voce sui temi che riguardano l’italianità all’estero” dice Sebastian Nielsen, rappresentante per la Danimarca e la Svezia, leggendo il documento unico presentato all’attenzione dei consiglieri del Cgie. I giovani delegati richiamano l’attenzione sulla necessità di realizzare iniziative più incisive e visibili, lamentando come, ad un anno di distanza, le proposte e richieste da loro avanzate non abbiano ricevuto dal ministero delle politiche giovanili un adeguato supporto. In particolare bersaglio delle polemiche contro il governo è stata la legge 153, che prevede la decurtazione delle risorse pubbliche destinate alla promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo. “La lingua italiana è lo strumento primario per il mantenimento della cultura del nostro paese – ha detto la delegata brasiliana, Silvia Alciati – per questa ragione chiediamo con forza al governo di riconsiderare questo progetto di tagli”.
(San)