Roma, 22 dic – “Non è proprio un messaggio di comprensione e di carità quello che a ridosso del Natale la maggioranza di Governo invia sul tema della cittadinanza. Il testo unificato, presentato dalla relatrice on. Isabella Bertolini, delude fortemente le attese di un corso nuovo centrato su alcuni valori – il riconoscimento dei diritti, un più equilibrato bilanciamento tra jus sanguinis e jus soli, l’apertura verso i ‘nuovi italiani’ nati in Italia e inseriti stabilmente nei percorsi formativi e di lavoro, il sostegno all’integrazione, un percorso di volontaria e consapevole partecipazione alla comunità dei cittadini – che potrebbero offrire un approdo positivo alla transizione sociale che si prolunga da anni”. Lo dichiarano i deputati del Pd eletti all’estero Gino Bucchino, Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Franco Narducci e Fabio Porta in un comunicato congiunto. “La seconda lacuna – aggiungono – è l’assenza completa di indicazioni per quanto riguarda le questioni della cittadinanza degli italiani all’estero. Ci sono due situazioni non più rinviabili, come ha ricordato l’on. Garavini nel suo intervento: il riacquisto della cittadinanza per coloro che all’estero l’hanno perduta per ragioni di lavoro, la possibilità di acquisto da parte delle donne sposate a stranieri prima del 1 gennaio 1948 e da parte dei loro figli e discendenti”. “Già la Cassazione ha dichiarato l’illegittimità di questa vistosa disparità di trattamento”, ricordano i deputati, citando il capogruppo del Pd, Dario Franceschini.