Torino, 7 apr – Le proprietà quantistiche della luce permettono realizzazioni non pensabili con l’usuale luce classica, quali il teletrasporto, la codifica densa, la crittografia quantistica. Ora tre ricercatori (Giorgio Brida, Marco Genovese, Ivano Ruo Berchera) dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (Inrim) di Torino hanno verificato la previsione teorica fatta dal gruppo coordinato dal prof. Luigi Lugiato dell’Università dell’Insubria, il quale ha dimostrato alcuni anni or sono come i fasci “gemelli” prodotti col fenomeno di ottica non-lineare noto con fluorescenza parametrica permettano di osservare l’immagine di un oggetto estremamente tenue posto davanti ad una telecamera, la quale invece si perderebbe se osservata con luce tradizionale. All’esperimento è dedicata la copertina della rivista internazionale Nature Photonics.
(red)