Roma, 7 apr – “Il ruolo della diplomazia appare ogni giorno di più come un ruolo che dà al Paese più di quello che riceve in termini economici e di risorse. Ma è chiaro che i funzionari dello Stato, come lo sono anche io, hanno come primo compito quello di servire il Paese”. Lo ha dichiarato il ministro degli Affari esteri Franco Frattini intervenendo all’assemblea del Sndmae presso la Farnesina. Le linee della riforma dopo le indicazioni del Consiglio e le osservazioni del Senato e della Camera, “dovranno essere le più condivise possibile”, ha dichiarato Frattini. La razionalizzazione “non sarà certo una decurtazione della funzionalità della rete estera”, ha aggiunto il ministro: “a questa parte del disegno riformatore si devono ascrivere delle misure volte a migliorare il benessere organizzativo delle sedi e alla promozione di standard qualitativi che daranno una maggiore efficienza alla capacità di lavoro ma anche alla vivibilità nelle sedi all’estero. La razionalizzazione non sarà fatta solo di tagli, abbiamo condiviso l’esigenza di aprire nuove sedi di ambasciata” in Paesi come la Moldova e forse in Turkmenistan. Inoltre, “abbiamo condiviso alcuni rilievi relativi all’inopportunità di chiudere alcuni Consolati e magari accorpare in una sede piuttosto che in un’altra attività consolari, quindi c’è una flessibilità nel meccanismo di razionalizzazione”. In questo si inserisce l’esperimento avviato con il Ministero dell’Economia, “un tavolo permanente di lavoro per portare iniziative di risparmio ed efficienza chiedendo al Ministero dell’Economia che i risparmi possano essere reinvestiti a vantaggio di questa amministrazione”, ha detto Frattini. Riguardo alle tematiche sollevate dalla presidente del Sndmae riguardo alle leggi su cittadinanza e voto all’estero, il ministro ha dichiarato di condividere le stesse preoccupazioni. “Sono materie che riguardano il diritto di voto e la sua attuazione ma anche una legge ordinaria su una materia così delicata richiede un accordo ampio in Parlamento che stiamo ricercando, anche il sottosegretario Mantica se ne sta occupando e anche io me ne occuperò con i gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione”. Il tema della cittadinanza, dopo gli abusi che sono emersi, merita un’azione incisiva”. Il ministro esclude però una modifica della legge che si applichi retroattivamente, perché questo “creerebbe ai Consolati solo preoccupazioni”. Secondo Frattini serve una nuova legge sulla cittadinanza per “prevenire l’uso della cittadinanza italiana come un autobus a cui non si collega nessuna italianità”.
Dopo il ministro Frattini è intervenuto il deputato del Pd Francesco Tempestini anche a nome dei colleghi Lapo Pistelli e Fabio Porta, entrambi presenti all’assemblea. Secondo Tempestini, l’obiettivo del Parlamento è “dare il proprio contributo unitario” per dare “risposte di sistema”. In questo dibattito ho trovato il desiderio di ritrovare un ruolo e di essere parte di questa scommessa affinché il sistema Paese possa resistere e migliorare le sue posizioni”. “Dove si colloca la poltica estera? Quali sono le nuove centralità decisionali? Bisogna affrontare questi temi con una consapevolezza di sistema”. “Anche nei prossimi mesi – ha detto Tempestini – l’esigenza è che in Parlamento si possano avere fasi di monitoraggio di quei passaggi che il sindacato ha sottolineato”.
“Le risorse sono un tema importante – ha aggiunto Tempestini – ed è necessario che la spesa ci sia e che sia finalizzata all’investimento. In questo senso non mancherà la nostra disponibilità per trovare modi per recuperare risorse strategiche per l’avvenire del Paese”.
(Cle)