Roma, 8 apr – Il matrimonio diviene una scelta sempre meno frequente, ma sull’altare l’Italia si scopre sempre di più un Paese multietnico: tra i cambiamenti più recenti in tema di nuzialità si segnala infatti la crescita delle coppie in cui almeno uno dei due sposi è di cittadinanza straniera: 36.918 matrimoni nel 2008, il 15% di tutte le celebrazioni. Si tratta di un fenomeno di rilievo sia per il rapido incremento (le nozze con almeno uno sposo straniero erano solo il 4,8% nel 1995), sia perché rappresenta uno degli indicatori più significativi del processo di integrazione delle comunità immigrate nel nostro Paese. Lo rivela l’Istat, rendendo disponibili i risultati della rilevazione sui matrimoni celebrati in Italia, basata sui registri di Stato civile comunali, aggiornati all’anno 2008. L’indagine evidenzia come nel 2008 sono stati celebrati in Italia 246.613 matrimoni, circa 4 ogni mille abitanti. La diminuzione delle nozze è in atto dal 1972, anno in cui sono stati celebrati quasi 419 mila matrimoni (7,7 nozze per mille abitanti). A diminuire sono i primi matrimoni, la quota più consistente del totale delle celebrazioni: le nozze tra celibi e nubili sono passate da quasi 392 mila nel 1972 (il 93,5% del totale) a 212.476 nel 2008 (l’86,2%). Nel 2008 si sono registrati 518 primi matrimoni per mille celibi e 580 per mille nubili, valori quasi dimezzati rispetto al 1972. I primi matrimoni, inoltre, sono sempre più tardivi: gli sposi alle prime nozze hanno in media 33 anni, le spose quasi 30. In progressivo aumento, al contrario, sono i secondi matrimoni o successivi, per un totale di 34.137 nel 2008, il 13,8% del totale (erano il 6,5% nel 1972). I matrimoni misti (in cui uno sposo è italiano e l’altro straniero) rappresentano la parte più consistente dei matrimoni con almeno uno sposo straniero, con una quota del 66,5% di questa tipologia di nozze, per oltre 24 mila celebrazioni nel 2008. La frequenza dei matrimoni con almeno uno sposo straniero è più elevata nelle aree in cui è più stabile e radicato l’insediamento delle comunità straniere, pertanto sono più diffusi al Nord e al Centro dove superano il 20% delle unioni (rispettivamente 13,4% e 12,2% nel caso dei matrimoni misti). Al Sud e nelle Isole, al contrario, i matrimoni con almeno uno sposo straniero sono l’8,1% e il 6,2% del totale delle unioni (rispettivamente 4,0 per cento e 3,5 per cento nel caso dei matrimoni misti). Nelle coppie miste, la tipologia più frequente è quella in cui lo sposo è italiano e la sposa è straniera (7,4% matrimoni a livello medio nazionale, per un totale di 18.240 nozze celebrate nel 2008, con punte del 9,9% al Nord e 9,2% al Centro). Le donne italiane che scelgono un partner straniero sono molto meno numerose (6.308, nel 2008, il 2,6% del totale delle spose). Uomini e donne – sottolinea l’Istat – mostrano una diversa propensione a contrarre matrimonio con un cittadino straniero non solo in termini di frequenza, ma anche per quanto riguarda alcune importanti caratteristiche degli sposi, come la cittadinanza. Il fenomeno dei matrimoni misti riguarda in larga misura coppie in cui la sposa o lo sposo provengono da un paese a forte pressione migratoria. Gli uomini italiani che sposano una cittadina straniera scelgono nel 13,7% dei casi una cittadina rumena, nel 10,6% un’ucraina e nel 9,6% una brasiliana. Le donne italiane che sposano un cittadino straniero, invece, scelgono più spesso uomini di origine nordafricana, per lo più provenienti dal Marocco (22,2%), dalla Tunisia (7,6%) o dall’Egitto (6,1%), o cittadini albanesi (9%). I casi in cui entrambi gli sposi sono stranieri costituiscono ancora una minoranza (il 5% dei matrimoni totali) e si dimezzano (circa 6 mila matrimoni, il 2,6% del totale delle celebrazioni del 2008) se si considerano solo quelli in cui almeno uno dei due sposi è residente in Italia. Il nostro Paese esercita, infatti, un’attrazione per numerosi cittadini provenienti soprattutto da paesi a sviluppo avanzato che lo scelgono come luogo di celebrazione delle nozze. I cittadini stranieri residenti hanno una diversa propensione a sposarsi in Italia. I più diffusi sono i matrimoni tra rumeni (1.202 matrimoni nel 2008, pari al 18,4% del totale dei matrimoni tra sposi stranieri residenti in Italia), seguiti dai cinesi (833 matrimoni, il 12,7%). All’opposto alcune comunità immigrate, altrettanto numerose, si sposano in Italia molto meno di frequente, come ad esempio nel caso dei cittadini marocchini o albanesi. Le ragioni di questi diversi comportamenti nuziali vanno ricercate, verosimilmente, nei progetti migratori propri delle diverse comunità. In molti casi i cittadini immigrati si sposano nel Paese di origine e i coniugi affrontano insieme l’esperienza migratoria, oppure si ricongiungono nel nostro Paese quando uno dei due si è stabilizzato. (Red)