Roma, 27 apr – Secondo il neosenatore eletto all’estero Raffaele Fantetti, che ha preso il posto di Nicola Di Girolamo “la pattuglia degli italiani all’estero ha due problemi: il non riuscirsi a confrontare con il Cgie da una parte, e il non saper dimostrare una unità di intenti al loro interno dall’altra”. Ancor più grave è poi che “in quattro anni di circoscrizione estero non siamo stati capaci di costituire una commissione bicamerale che raccogliesse tutte le istanze del mondo dell’emigrazione”. “Non dobbiamo dare il segnale che questo mondo non sia capace di autoregolamentarsi – spiega Fantetti – Gli italiani all’estero importanti perché portano best practices dall’estero: abbiamo chiesto una parziale riforma della pubblica amministrazione, in modo da potersi avvalere del know how di chi è andato all’estero senza dover partire per forza dal basso, con inquadramento di vario tipo evitare lo scollamento perché altrimenti l’attacco dall’estero può essere vitale”. Fantetti, che era al suo esordio a una plenaria del Cgie, ne ha approfittato per illustrare anche la sua proposta per la modifica del voto all’estero, che passa per “l’obbligo di iscrizione all’Aire di almeno 2 anni per l’elettorato attivo, la verifica della cittadinanza dell’elettorato passivo, la stampa delle schede elettorali con codice a barre in caso di contestazioni, l’istituzione di una commissione elettorale di garanzia che sollevi i consoli dalle responsabilità”.
(Sis)