Roma, 20 lug – Continua a far discutere il taglio alle spese
per i diplomatici italiani previsto dalla manovra economica che ha scatenato la
ferma reazione degli ambasciatori italiani, pronti a scioperare il prossimo 26
luglio, proprio alla vigilia della settima conferenza che li riunirà tutti a
Roma. Questa mattina a destare scalpore è stata l’intervista al Corriere della
Sera del ministro degli Esteri Franco Frattini, che aveva osservato come “i
diplomatici italiani danno al Paese più di quanto il Paese dà a loro” e
sottolineato che quella attuale “è stata una risposta sbagliata a un’esigenza
giusta”, parlando apertamente di “norme assurde”. Nel pomeriggio poi la
discussione si è spostata in sede parlamentare, con il tentativo di mettere a
punto un emendamento bipartisan che venisse incontro ai diplomatici, sbloccando
gli scatti economici congelati dal testo della manovra. L’emendamento, al quale
avrebbero lavorato parlamentari di maggioranza e opposizione, era accompagnato
da una relazione tecnica che prevedeva un costo complessivo dello “sblocco” quantificabile
in 12,6 milioni per il prossimo triennio: una cifra che non avrebbe gravato
sull’ammontare complessivo della manovra grazie a riduzioni di spesa delle
competenze del ministero degli Esteri. Quasi
immediata, però, è arrivata la replica della maggioranza e del governo che
hanno smentito sia la presentazione di questo emendamento che la possibilità di
modificare il testo della manovra. Il relatore di maggioranza Gioacchino Alfano
ha infatti osservato che “non c’è alcun emendamento concordato da maggioranza e
opposizione” mentre fonti del governo assicurano che il testo finale che verrà
approvato da Montecitorio “è quello uscito dal Senato”. Ed è proprio in questo
contesto che gli ambasciatori italiani si ritroveranno la settimana prossima
alla Farnesina per la settima Conferenza degli Ambasciatori d’Italia, dal
titolo: “Rinnovarsi per crescere”.
riforme e delle innovazioni dell’Amministrazione degli Affari Esteri, che sarà
approfondito sia fra gli ambasciatori, sia attraverso l’apporto di qualificati
rappresentanti delle altre Amministrazioni, della società civile e del mondo
imprenditoriale. Saranno in particolare trattati i tre concetti chiave della
riforma della Farnesina: la dimensione europea, con speciale riferimento al
ruolo dell’Unione Europea nella nuova governance globale; la sicurezza globale,
in tutte le sue dimensioni, compresa la stabilità politica, sociale ed
economica; la promozione del Sistema Paese.
(Cam/Sis)