Roma, 27 lug – Accantonare la lingua italiana a favore del trilinguismo anglo-franco-tedesco: sembra ormai chiara la strategia dell’Unione Europea, che nei giorni scorsi ha proposto di eliminare la nostra lingua dagli idiomi con valore legale nel brevetto europeo valido nei 27 Paesi membri, scatenando di fatto la dura reazione del Governo Italiano e della Società Dante Alighieri. La controffensiva dello Stato italiano, però – spiega la Dante Alighieri – appare a dir poco contraddittoria alla luce dei notevoli tagli apportati alle Istituzioni culturali e in particolare alla stessa “Dante Alighieri”, che dal 1889 si occupa della diffusione e della tutela della nostra lingua e cultura e che oggi avverte il rischio concreto di non poter più sostenere adeguatamente i propri impegni statutari: dalla certificazione di competenza linguistica di qualità Plida all’erogazione delle borse di studio agli studenti stranieri, dai progetti per l’integrazione degli immigrati al sostegno per i nostri connazionali all’estero, dal Museo della Lingua Italiana ai programmi per il 150° anniversario per l’Unità d’Italia, fino alla valorizzazione del libro italiano in tutto il mondo.