Majano, 2 ago – Riaffermazione dei valori e dell’identità
dei friulani; rapporto con i giovani discendenti da emigranti; unità del Friuli
e quindi delle associazioni dei migranti all’estero. Sono in sostanza questi i
temi toccati dai vari rappresentanti delle istituzioni al momento conclusivo
dell’annuale raduno di Friuli nel mondo, ospitato quest’anno a Majano (Udine) e
che già sabato aveva avuto un momento importante nel convegno che aveva affrontato
varie problematiche.Ieri a Majano
Regione
regionale, Edouard Ballaman – presenti anche altri esponenti della massima
assemblea elettiva del Friuli Venezia Giulia – e dall’assessore ai migranti,
Roberto Molinaro. Se Ballaman ha confermato l’attenzione del Consiglio
regionale per i migranti, sottolineando l’esigenza di lavorare perché i giovani
conoscano il Friuli Venezia Giulia di oggi e perché si irrobustiscano i legami
con chi risiede all’estero facilitandone l’eventuale rientro, nello specifico
dei vari temi è entrato l’assessore Molinaro. Dopo aver augurato buon lavoro al
neo-presidente dell’Ente, Pietro Pittaro, Molinaro ha ricordato che
l’attenzione concreta della Regione per i migranti e le loro associazioni si è
confermata anche in quest’anno così difficile dal punto di vista economico: le
risorse per il settore, infatti, non hanno subito riduzioni; ma ha anche
lamentato che nel tempo della globalizzazione il Friuli non ha ancora
riconosciuto i nostri corregionali come opportunità e quindi come
risorsa”. “Per questo serve – ha continuato l’assessore – un
riconoscimento concreto di tutto il ‘sistema FVG’: ovvero istituzioni, imprese,
soggetti rappresentativi vari. Per questo
rimpatriati”. In materia di associazioni degli emigranti Molinaro è stato
molto chiaro: “servono meno associazioni, che lavorino assieme e diano
all’estero un’immagine unica e unitaria del Friuli; nel contempo serve un salto
di qualità: le associazioni non siano un club di nostalgici, ma uno strumento
attivo della e per
all’estero”. Il che non significa dimenticare gli emigranti di prima e
seconda generazione “il cui ruolo va onorato e rispettato”, ma
“investire sui giovani della terza e quarta generazione. Essi vanno
coinvolti e devono dirci come agire per far sì che il Friuli Venezia Giulia sia
sempre più ‘porta d’Europa’”. A tal fine Molinaro ha annunciato per il
2011 una convention in Canada dei giovani del Nord America: “i giovani
devono essere nelle associazioni non per l’anagrafe, ma per le idee che possono
portare. Il nostro obiettivo è ambizioso e strategico: fidelizzare al Friuli
Venezia Giulia un capitale umano unico, che ha tre caratteristiche:
l’internazionalità, l’eccellenza, l’identità con i suoi legami etnici. Insomma,
dobbiamo lavorare per un Friuli Venezia Giulia con salde radici e nessun
confine”. Temi, questi, sui quali sono intervenuti anche il presidente di
Friuli nel Mondo, Pietro Pittaro, il sindaco di Majano, Claudio Zonta, il
vicepresidente della Provincia di Pordenone, Eligio Grizzo, il presidente della
Provincia di Udine, Pietro Fontanini: per quest’ultimo l’identità nasce dai
valori di chi è andato per il mondo e che sono ancora i nostri”.
(Red)