E’ partita da Cambridge per poi diffondersi in tutto il Paese un’innovativa campagna che lancia un modo incredibilmente semplice ed indolore per incidere sulla riduzione delle emissioni di C02. “Close the door” è un’iniziativa di sensibilizzazione indirizzata ai negozianti per diffondere la buona pratica di tenere chiuse le porte degli esercizi evitando dispersione di calore e la conseguente perdita termica. Operazione che consente di ridurre il proprio impatto ambientale complessivo e al contempo i costi. I ricercatori dell’illustre università anglosassone hanno infatti condotto uno studio che si rivolge a un settore finora trascurato nella lotta al cambiamento climatico, quello degli esercizi commerciali, dimostrando quali sono gli effetti prodotti dal lasciare le porte dei negozi aperte con il riscaldamento acceso. Ovvero in media una percentuale di emissione pari a 91 kg di Co2 ogni settimana – l’equivalente di un viaggio di andata e ritorno in pullman da Londra a Glasgow – nonostante l’installazione delle cosiddette barriere d’aria sopra le porte. Secondo il Royal Commission on Environmental Pollution i rivenditori utilizzano quasi il doppio della quantità di energia annuale per metro quadrato consumata da fabbriche e uffici, con un consumo medio di 460 kWh contro i 292 kWh delle fabbriche e i 252 kWh degli uffici commerciali. La ricerca, finanziata dalla Esmée Fairbairn Foundation, é stata condotta monitorando due negozi di Cambridge, il Ryman Stationary (prodotti per l’ufficio) e il Toy Shop (giocattoli) tra febbraio e marzo di quest’anno. Le conclusioni del Dipartimento di Ingegneria di Cambridge mirano ad incoraggiare i rivenditori ad adottare misure positive per motivi sia economici che ambientali, oltre che per migliorare la loro reputazione aziendale. La chiusura di porte quale importante strumento di efficienza energetica, che inizialmente aveva coinvolto 8 negozi, ha convinto ad oggi oltre 300 attività commerciali nazionali di tutti i tipi e dimensioni, coinvolgendo anche note aziende come Vodafone, Jaeger e Neal’s Yard Remedies. Il direttore della campagna, Jeannie Dawkins, si aspetta che presto anche altri marchi seguano l’esempio, prendendo consapevolezza del contributo fondamentale che possono dare alla lotta al cambiamento climatico con una semplice modifica delle abitudini. La ricerca suggerisce che se tutti i rivenditori aderissero all’iniziativa, l’utilizzo di energia del Regno Unito potrebbe ridursi del 2,5 per cento. Un dato non trascurabile rispetto al target di riduzione delle emissioni del 34% entro il 2020 fissato dal governo inglese. La campagna, che si basa sulla partecipazione attiva del pubblico, fornisce a negozi, ristoranti e catene (che espongono gli adesivi che ne attestano l’adesione) le informazioni e i suggerimenti necessari per contribuire a sostenere la loro decisione di aderire, e mira ad aumentare la consapevolezza della questione ambientale e fornire pubblicità ai rivenditori attraverso il web e campagne mediatiche locali e nazionali. L’iniziativa é inoltre supportata dal Cambridge City Council, i cui fondi iniziali sono stati utilizzati per la produzione dei materiali informativi, a cui poi si sono aggiunti contributi volontari. Al cliente toccherà invece chiudere le porte dietro di sé o andare altrove, se il negozio non chiude la porta. Perché tutti possono fare la differenza.
(alg)