Prima Reggio Calabria, poi Palermo, Potenza e Napoli. La stagione dei saldi invernali è ufficialmente cominciata, contraddistinta come prevedibile da un colore: il rosso. Non parliamo di moda ma di flessione rispetto ai dati degli ultimi anni. Flessione all’interno della quale non manca comunque qualche motivo di ottimismo: se i dati sono inferiori a quelli del 2009, è da mettere agli atti anche un ripresa delle vendite dicembrine, ovviamente trainate dal Natale. A denunciare la partenza con il freno a mano tirato della stagione dei ribassi è Telefono Blu, che rileva come semplicemente la gente non abbia avuto voglia di risparmiare in vista dei saldi, in nome del mantenimento della sane abitudini e tradizioni delle feste. Niente sacrifici a tavola e sotto l’albero, dunque, in nome di qualche sfizio in meno da concedersi a gennaio. Si addentra nei numeri, invece, Roberto Manzoni, presidente della Federazione italiana settore moda, che spiega come nonostante la crisi 6 italiani su 10 siano intenzionati ad effettuare acquisti importanti. Certo la flessione su dicembre 2009 resta del 10-15%, ma dopo un novembre assolutamente deludente il mese di dicembre ha evidenziato una piccola ripresa e, in particolare in prossimità del Natale, l’interesse dei consumatori è stato decisamente migliore. Il consuntivo su dicembre della Fismo rivela che si è registrato un calo di vendite di circa il 10% rispetto al 2009 con un andamento più sfavorevole nelle regioni del Centro Sud e con qualche segnale di inversione di tendenza al Nord. Ed anche sotto Capodanno la flessione si può stimare in un 10-15%. Le tendenze all’acquisto si sono orientate verso capi di utilità e di prezzo unitario inferiore alla media dei Natali precedenti. “Quasi il 40% dei consumatori è orientato ad effettuare acquisti nei negozi tradizionalmente frequentati – spiega Manzoni – e si prospettano opportunità sicuramente interessanti. La crisi spinge infatti in alto le proposte di sconto che nel corso degli ultimi anni si stanno attestando su medie più elevate. Dal 20% si sta passando via via al 30% e in molti casi al 40% e 50%”. “La raccomandazione – continua il presidente della Fismo – è quella di fare acquisti presso i negozi conosciuti, per potere avere un raffronto preciso tra prezzo originario e prezzo scontato e contare sulla disponibilità dell’esercente sia per quanto riguarda il cambio merce sia per quanto riguarda le modalità di pagamento”. Capitolo a parte per i cibi “stagionali”: siete fanatici del panettone e non sapete rinunciare a una fetta di pandoro per la colazione? Bene, Coldiretti rileva come gli sconti su cotechini, torroni, frutta secca, lenticchie, spumanti e altri cibi tipicamente natalizi possano arrivare anche oltre il 30%. Via alle scorte, dunque, con un unico accorgimento: occhio alla data di scadenza degli alimenti. (Cog – 2 gen)