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CRESCE LA SFIDUCIA NELLE ISTITUZIONI SI SALVANO QUIRINALE E MAGISTRATURA

it@withub.it by it@withub.it
24 Gennaio 2011
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Solo il 2,2% degli italiani dichiara che la propria fiducia nelle Istituzioni è aumentata nel corso dell’ultimo anno, mentre per il 68,5% è diminuita e per il 27,5% è invece rimasta invariata. Dal 2004, il dato del 2011 è, in assoluto, il più alto sul fronte della sfiducia e il più basso su quello della fiducia. Lo rileva l’Eurispes, anticipando i dati del Rapporto Italia 2011, attraverso cui è stata misurata la fiducia dei cittadini nei confronti delle Istituzioni.  “Sulle principali Istituzioni repubblicane, Presidenza della Repubblica, Magistratura, Parlamento e Governo – spiega l’Eurispes -, il giudizio assume dunque connotati quasi dicotomici: un’alta percentuale di espressioni di fiducia nei confronti del Presidente della Repubblica (68,2%) e della Magistratura (53,9%) e un basso sentimento di fiducia nei confronti del Parlamento (15%) e del Governo (14,6%). Siamo di fronte ad una vera e propria frattura: il Presidente della Repubblica e la Magistratura da una parte, Parlamento e Governo dall’altra”. La fiducia espressa dai cittadini al Presidente della Repubblica è nell’ultimo triennio in constante crescita: passa dal 62,1% del 2009 al 67,9% del 2010 sino a raggiungere il 68,2% di quest’anno. È significativo il fatto che il trend non abbia subìto interruzioni e ciò segnala come la funzione del capo dello Stato sia andata consolidando il proprio posizionamento nella considerazione degli italiani. “Il Presidente Napolitano – sottolinea l’Eurispes – ha ormai conquistato un largo apprezzamento che è oltretutto equamente distribuito sia sul piano geografico (le diverse aree presentano infatti una sostanziale omogeneità di gradimento) sia sul piano anagrafico: infatti, sia pure con una flessione nella fascia d’età tra i 18 e i 24 anni e quella tra i 25 e i 34, rispettivamente 19,1% e 18,9%, nel segnalare la massima fiducia il campione si esprime con una evidente conformità. Un discorso a parte va fatto invece per quanto riguarda l’appartenenza politica degli intervistati. Che un Presidente della Repubblica, che proviene da un’area politica e da una storia personale a tutti nota, potesse contare sul consenso e sull’apprezzamento degli elettori di centro-sinistra (79,6%) e della sinistra (70,4%) appare del tutto scontato. Meno scontato è invece il consenso e il giudizio positivo degli elettori di centro (66,7%) e di quelli della destra (61,7%). Così come scontato non era l’apprezzamento di coloro i quali dichiarano di non riconoscersi in nessuna area politica (69,1%)”. Solo il 14,6% si dichiara molto o abbastanza fiducioso nel governo; l’84,2% afferma di avere poca o nessuna fiducia e l’1,2% non sa esprimere un giudizio al riguardo o non risponde. Nel 2009 i fiduciosi raggiungevano la quota del 27,7% che nel 2010 si riduceva di un punto percentuale passando al 26,7%. Quest’anno il governo perde ben 12,1 punti percentuali raggiungendo il 14,6% attuale, che è tra l’altro il risultato peggiore nella serie storica dal 2004. Occorre comunque sottolineare che, nonostante l’alternarsi dei governi, il grado massimo di fiducia nei confronti di questa Istituzione non ha mai superato il 33,6% del 2004. Solo il 15% dei cittadini si dichiara fiducioso nel Parlamento. Si passa quindi dal 19,4% dei fiduciosi del 2008 al 26,2% del 2009 al 26,9% del 2010 sino all’attuale 15% che rappresenta in assoluto il punto più basso dal 2004, quando il livello di apprezzamento raggiungeva il 36,5%. Per quanto concerne la Magistratura, continua a crescere il numero di cittadini che ne apprezza il lavoro, per la prima volta dal 2004 torna a superare il 50% dei consensi. Dal 2004, anno nel quale si esprimeva un livello di fiducia del 52,4%, il trend della fiducia accordata alla magistratura è stato sempre positivo, fatta salva una flessione nel 2006 (38,6%) e nel 2007 (39,6%). Si passa, infatti, dal 39,6% del 2007 al 42,5% del 2008; dal 44,4% del 2009 al 47,8% del 2010 sino al 53,9% del 2011, con un ulteriore aumento rispetto all’anno precedente di 6,1 punti percentuali. (Red – 24 gen)

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