L’inflazione cresce ancora e balza al 2,1% su base annua, dall’1,9% di dicembre 2010. È quanto emerge dai dati delle stime provvisorie dell’indice dei prezzi al consumo diffusi questi mattina dall’Istat. L’inflazione di fondo, invece, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, è pari all’1,4%, lo stesso valore registrato a dicembre 2010. L’accelerazione dell’inflazione registrata a gennaio risente delle tensioni sui prezzi dei beni, ed in particolare dei beni energetici non regolamentati, e degli alimentari non lavorati, i cui effetti risultano soltanto parzialmente attenuati dal lieve rallentamento della crescita su base annua dei prezzi dei servizi. Insieme ai dati sull’inflazione l’Istat ha comunicato anche il nuovo paniere che quest’anno si avvale di due novità in particolare: tablet pc e fast food etnici. Tra i nuovi valori di rilevazione anche ingresso ai parchi nazionali, ai giardini zoologici e botanici, servizi di trasporto extraurbano multimodale integrato, salmone affumicato. Esce, invece, la posizione noleggio dvd. In totale sono 1.377 i prodotti che lo compongono, a rappresentare il livello più elementare della struttura di aggregazione dei consumi delle famiglie, sui quali vengono rilevati i prezzi con frequenza mensile o bimensile durante tutto l’anno. Tra le posizioni già contenute nell’indice precedente che vengono diffuse per effetto della nuova classificazione ci sono i servizi di telefonia mobile (traffico voce ed sms) e i servizi internet da rete mobile. Nel 2011 sono 85 i comuni capoluogo di provincia che concorrono al calcolo degli indici (erano 83 nel 2010). Il comune di L’Aquila riprende l’attività di rilevazione, dopo due anni di interruzione a causa degli effetti del terremoto del 2009. Entra Messina e riprende la partecipazione Salerno. I prezzi del paniere vengono rilevati in circa 42.000 punti vendita e 8.400 abitazioni soggette a rilevazione dei canoni di affitto. Nel complesso, le quotazioni di prezzo rilevate ogni mese ammontano a 578 mila, di cui 510 mila raccolte sul territorio e inviate all’Istat dagli uffici comunali di statistica e 68 mila rilevate in modo centralizzato dall’Istat. Indicativi i dati sulla variazione dei prezzi. Sul piano congiunturale gli incrementi maggiori hanno riguardato i prezzi dei prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,8%), dei servizi sanitari e spese per la salute (+0,7%), dell’abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,6%) e dei trasporti (+0,5%). Risultano in calo i prezzi di ricreazione, spettacoli e cultura (-0,4%). Sul piano tendenziale, invece, i maggiori tassi di crescita hanno interessato le divisioni trasporti (+4,3%), abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+3,9%) e altri beni e servizi (+3,1%). Quelli più contenuti le divisioni comunicazioni (+0,1%), servizi sanitari e spese per la salute e ricreazione, spettacoli e cultura (ambedue +0,7%). Nel settore dei beni, i prezzi degli alimentari (incluse le bevande alcoliche) aumentano rispetto a dicembre dello 0,7%, evidenziando un’accelerazione del tasso tendenziale, che sale all’1,6% dallo 0,9% del mese precedente. I prezzi dei beni energetici registrano un aumento congiunturale del 2,4%, che porta il tasso tendenziale al +9,3% (in accelerazione dal +7,7% del mese precedente). (Ram – 4 feb)