I 6mila frontalieri italiani occupati nella Repubblica di San Marino si sono confrontati, dallo scorso mese di dicembre, con una norma introdotta dal governo di San Marino nella legge finanziaria approvata nel mese di dicembre 2010: “una tassazione supplementare che per i lavoratori italiani si traduce in una decurtazione salariale del 9%, parzialmente recuperabile in sede di dichiarazione dei redditi; una norma – sulla quale pende un ricorso di costituzionalità – che abolisce la deduzione della quota spese produzione reddito per i soli lavoratori fiscalmente non residenti, creando di fatto una disparità retributiva tra sanmarinesi e italiani, nonostante il contratto di lavoro e le mansioni svolte siano a pari condizioni”. Con questi argomenti i deputati Franco Narducci, vicepresidente della commissione affari esteri, e Francesco Tempestini, capo gruppo del Pd nella stessa commissione, si sono rivolti al ministro degli Esteri con una interrogazione a risposta immediata per chiedere al governo “quali canali politico-diplomatici il governo abbia attivato oppure intenda attivare per tutelare i diritti degli oltre 6mila frontalieri italiani che svolgono le loro attività nella Repubblica di San Marino, in modo da rimuovere il disagio in cui, questi cittadini, si sono venuti a trovare”.