L’Istituto Superiore di Sanità e il National Department of Health del Sudafrica hanno annuncito l’inizio in Sudafrica della sperimentazione clinica di Fase II (ISS T-003) del vaccino italiano basato sulla proteina Tat di Hiv-1. Lo studio, condotto dal gruppo di ricerca italiano coordinato da Barbara Ensoli del Centro Nazionale Aids dell’Istituto Superiore di Sanità e finanziato dal Ministero della Salute italiano, è in questa fase di sperimentazione sostenuto dal Ministero degli Esteri.
Lo studio sarà condotto in doppio cieco con gruppo di controllo (placebo) e interesserà un totale di 200 partecipanti di età compresa tra i 18 e i 45 anni. L’immunizzazione terapeutica sperimentale sarà eseguita tramite somministrazioni del vaccino Tat a persone con infezione da Hiv in terapia antiretrovirale (Haart), secondo uno schema di trattamento mensile che prevede complessivamente 3 inoculi. Obiettivo primario dello studio è la valutazione dell’immunogenicità del candidato vaccinale somministrato; obiettivo secondario sarà la valutazione della sua sicurezza.
La sperimentazione prenderà avvio presso il Centro Clinico di Medunsa (MeCru), Ga-Rankuwa, nella provincia di Gauteng in Sud Africa. Un nuovo sito è in preparazione presso l’Università di Walter Sisulu, Mthatha, Eastern Cape, che parteciperà alla sperimentazione ISS-T003 entro l’ultimo trimestre del 2011. “E’ con queste incoraggianti premesse, infatti, che inizia, oggi, in Sudafrica, la Sperimentazione Clinica ISS T-003 – spiega Enrico Garaci, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità – Questa fase di studio, in particolare, è stata resa possibile da anni di ricerche frutto del finanziamento del Ministero della Salute e che oggi si avvale del contributo del ministero degli Esteri poiché fa parte di un programma di cooperazione tra il governo italiano e il governo sudafricano”. (9Colonne)