Un articolo pubblicato su Nature Materials, risultato di una ricerca congiunta di Università Statale di Milano e Università giapponesi di Tokyo e di Kyoto dimostra come particolari “difetti” nella disposizione delle molecole dei materiali possono essere sfruttati tecnologicamente per produrre display a cristalli liquidi che rimangono scritti anche senza alimentazione. Già allo studio, in collaborazione con un gruppo del Politecnico di Milano, la realizzazione sperimentale di queste strutture.
Lo sviluppo tecnologico è sempre andato di pari passo con la capacità di integrare materiali di tipo e natura diversi. La ricerca recentemente pubblicata su Nature Materials ha studiato in particolare l’integrazione tra materiali solidi e liquidi per nuove soluzioni nei display a cristalli liquidi.
Il gruppo formato dai ricercatori dell’università Statale di Milano e delle Università giapponesi di Tokyo e di Kyoto ha dimostrato come i conflitti tra le simmetrie dei materiali che possono venirsi a creare nel caso dell’integrazione di microstrutture solide e cristalli liquidi, possa tradursi in un notevole vantaggio nella costruzione dei display.
La ricerca è finanziata, da parte italiana, dalla Fondazione Cariplo. Il gruppo della Statale al momento sta già lavorando, in collaborazione con un gruppo del Politecnico di Milano, per la realizzazione sperimentale, tramite micro fabbricazione LASER, di queste strutture. (9Colonne)