Fino al 29 maggio, presso il Collegio San Giuseppe (via San Francesco da Paola, 23 – Torino) sarà possibile visitare la mostra “Gli splendori di Nisa Partica. Scavi Italiani in Turkmenista”, dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 17 e il sabato dalle 8 alle 12.
La mostra è organizzata dal Dipartimento di Scienze Antropologiche, Archeologiche e Storico-territoriali dell’Università di Torino e dalla Missione Archeologica Italiana del centro Scavi di Torino (attiva a Nisa dal 1990).
La mostra intende presentare quell’eccezionale documento dell’arte ellenistico-partica, finora poco conosciuto al grande pubblico occidentale, che rappresenta la cittadella reale di Nisa Vecchia (Nisa Partica), nell’attuale Turkmenistan.
Attraverso l’esposizione di materiale fotografico, le piante dei complessi architettonici e i disegni ricostruttivi, ci si propone di fornire al visitatore una visione globale della cultura di Nisa Partica, evidenziandone le forti influenze ellenistiche e sviluppando il tema delle interrelazioni culturali tra le differenti tradizioni di quelle regioni dopo l’impresa di Alessandro Magno.
L’opportunità di illustrare i vari ambiti della ricerca condotta dagli archeologi italiani potrà consentire la ricostruzione, appunto, di un quadro generale soddisfacente di quella fondamentale testimonianza storica ed archeologica che rappresenta Nisa Partica: ad oggi l’unica fondazione reale arsacide nota in maniera soddisfacente e altamente significativa di quel periodo storico di gestazione e definizione dei principali caratteri di questa civiltà.
A partire dai primi anni ’90 il Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino ha intrapreso una serie di campagne di scavo e di studio nel complesso monumentale al centro della cittadella. Le ricerche sul terreno e nei musei della capitale turkmena si sono ampliati a partire dal 2000 grazie al contributo annuale del Ministero degli Affari Esteri e soprattutto, dal 2001, del generoso e prezioso appoggio della Compagnia San Paolo di Torino grazie al quale si è ottenuto un sostegno finanziario adeguato all’importanza dell’iniziativa del Centro Scavi e alla complessità del progetto. Gli scavi sono attualmente ancora in corso. A fianco delle operazioni di scavo la missione archeologica italiana ha condotto studi e ricerche sui materiali provenienti dai vecchi scavi di Nisa, in collaborazione con la direzione del Museo Nazionale di Ashgabat: in questo ambito, si è in più casi avuta l’occasione di promuovere operazioni di restauro ed analisi tecniche proprio su quei materiali che costituiscono le più preziose testimonianze della prima arte arsacide fino ad oggi note.(9colonne)