Il neo-sindaco di Torino, Piero Fassino, ha portato il suo saluto al Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, la cui assemblea plenaria è riunita in questi giorni nel capoluogo piemontese in omaggio alle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. “Quando ero al governo –ha ricordato Fassino – sono stato anche responsabile delle comunità italiane all’estero e avevo come naturale interlocutore il Cgie, è stata un’esperienza molto ricca dal punto di vista umano. Torino e Piemonte sono state una grande terra di emigrazione, prima che di immigrazione: basti pensare che in Argentina c’è un numero di discendenti piemontesi pari a quello della popolazione del Piemonte, una presenza che ha mantenuto legami profondi e relazioni che continuano anche oggi”. Per questo “non posso che essere sensibile all’esigenza che si abbia verso le comunità all’estero l’attenzione necessaria per valorizzarle. Per un lungo periodo l’Italia ha guardato all’emigrazione più come un problema che come una risorsa, ora quella visione è stata superata, tutti avvertono come gli italiani all’estero siano un ponte straordinario di relazioni e credo che noi dobbiamo lavorare perché sia così”. Per Fassino “occorre perseguire un duplice obiettivo: continuare a batterci perché cittadini italiani all’estero siano totalmente integrati senza nessuna forma di discriminazione, e poi battersi perché ognuno possa vivere la propria identità culturale originaria liberamente. Perché sia così occorre mettere in campo tutti gli strumenti necessari: giustamente si rivendica un maggiore impegno concreto dello stato italiano, perché c’è una discrasia evidente tra il peso che le nostre comunità hanno nei loro paesi e le risorse che vengono messe loro a disposizione”. Anche l’intervento di Comuni e Regioni in questo senso è fondamentale. “Bisogna battersi perché ci sia una politica meno chiusa, cui negli ultimi anni si è affiancato l’impegno degli enti locali: è bene che si costruiscano relazioni tra gli emigrati e le proprie regioni d’origine. Come sindaco di Torino farò in modo che anche chi non conosce questa città si senta un torinese fino in fondo”. (19 mag – Sis)