Dopo Medinet Madi, anche il Deserto Bianco è stato dotato dalla Cooperazione Italiana allo sviluppo di una struttura in grado di accogliere il visitatore e di guidarlo alla scoperta delle meraviglie che un “altro Egitto”, anche fuori dagli usuali percorsi turistici, offre. Realizzato nel quadro del Programma italo-egiziano di cooperazione ambientale, grazie all’azione congiunta della Cooperazione Italiana, Undp e dell’Agenzia Egiziana per l’Ambiente (Eeaa), il Centro Visitatori di Farafra, offre al visitatore un insolito viaggio attraverso la storia naturale, l’archeologia e l’unicità culturale del misterioso Deserto Bianco.
La costruzione del Centro Visitatori é stata integrata nel progetto “Rafforzamento istituzionale al dipartimento di Protezione risorse naturali dell’Agenzia dell’ambiente” sin dal 2008, attraverso la componente “Protected Area New Valley”, volta al completamento delle infrastrutture presenti nell’area. Dichiarato area protetta nel 2002, anche grazie all’azione della Cooperazione Italiana, il Parco Naturale del Deserto Bianco si estende oggi su una superficie di 3.900 Km2, situata a nord dell’Oasi di Farafra, a circa 400 chilometri dal Cairo. L’azione italiana, ancora una volta, ha contribuito al rilancio di uno dei tesori ambientali piú preziosi d’Egitto, dimostrando lungimiranza nel sostegno al locale Ministero dell’Ambiente e agli enti esecutori partner, nella promozione di un modello di turismo sostenibile, basato su un approccio integrato, capace di fornire un notevole contributo anche allo sviluppo economico dell’area. (9colonne)