Via libera all’unanimità
dell’Aula di Montecitorio al disegno di legge di conversione del decreto che
regola in particolare l’esercizio di voto per i cittadini italiani che si
trovano temporaneamente all’estero, in occasione delle consultazioni
referendarie che si svolgono nei giorni 12 e 13 giugno 2011. Il provvedimento è
stato approvato con 485 voti favorevoli su 486 parlamentari presenti ed un solo
astenuto. Il deputato del Pd Franco Narducci ha definito il provvedimento “una
conquista”. “Soprattutto per l’esercizio della democrazia diretta – e il
referendum è un esercizio di democrazia diretta – ha detto Narducci in aula –
la possibilità che i cittadini italiani residenti all’estero anche in via
temporanea possano esercitare il diritto di voto è una conquista”. “Ora che c’è
questa possibilità di votare dall’estero – ha poi spiegato Narducci – intanto
si facilita la possibilità di esprimersi e poi si evita quello che era un
vulnus della procedura: questi cittadini concorrevano ad alzare la soglia del
quorum da raggiungere, ma effettivamente non potevano esercitare quanto
previsto dalla Costituzione, se non rientrando in Italia”. Sottolinea l’importanza del provvedimento
anche la deputata del Pdl Beatrice Lorenzin che in aula spiega: “Con questo
provvedimento abbiamo coperto tutti i vari problemi che si possono creare
durante il corretto svolgimento di una elezione, e soprattutto di un
referendum” e il decreto risponde “ad un’esigenza, sentita ormai da più parti,
di garantire l’accesso all’elettorato in quello che è uno degli strumenti per
eccellenza della democrazia diretta, cioè il referendum”. Il provvedimento, ricorda ancora Lorenzin, “è
una disposizione sicuramente temporanea e che riguarda questo mandato
referendario” prevista in particolare “in favore dei cittadini italiani che si
trovano temporaneamente all’estero per motivi di servizio o per missioni
internazionali”. Il provvedimento prevede tra l’altro la possibilità di
esercitare il diritto di voto per corrispondenza nella circoscrizione Estero ai
cittadini elettori temporaneamente lontani dall’Italia appartenenti alle Forze
armate e alle Forze di polizia impegnati nello svolgimento di missioni
internazionali; ai dipendenti di amministrazioni dello Stato, di regioni o di
province autonome, temporaneamente all’estero per motivi di servizio, qualora
la durata prevista della loro permanenza all’estero sia superiore a tre mesi;
ai professori e ricercatori universitari che si trovano in servizio presso
istituti universitari e di ricerca all’estero per una durata complessiva di
almeno sei mesi. (31 mag – Clr)