Bene l’uso regolare di Internet e gli acquisti online, ancora in ritardo la diffusione della banda larga, ancora insufficiente la presenza sul web delle piccole e medie imprese. La Commissione europea ha pubblicato un quadro di valutazione che illustra i progressi compiuti dall’Unione e dagli Stati membri verso la realizzazione degli obiettivi dell’Agenda digitale europea a un anno dal suo avvio. Il bilancio generale del primo anno di attuazione dell’Agenda digitale è positivo, in particolare per quanto riguarda l’uso di internet (65% della popolazione dell’Ue). Ma in certi settori i progressi sono deludenti, soprattutto nella diffusione delle nuove reti superveloci a banda larga che costituisce uno dei principali obiettivi dell’Agenda digitale, mentre si registrano progressi nel potenziamento delle reti esistenti in rame e su cavo. Secondo il quadro di valutazione i progressi compiuti sono positivi per l’uso regolare di internet (che ha raggiunto il 65% della popolazione europea avvicinando l’obiettivo del 75% entro il 2015), gli acquisti online (il 40% dei cittadini dell’Ue fa acquisti online), la pubblica amministrazione (il 41% dei cittadini si avvale di servizi in linea e la metà di loro ha completato e rinviato all’amministrazione moduli online) e la promozione dell’illuminazione a basso consumo energetico: la tecnologia avanzata nota come Solid State Lighting (SSL) ha conquistato una quota di mercato del 6,2% nel 2010 (contro l’1,7% del 2009) e ha permesso di progredire decisamente verso l’obiettivo di riduzione dei consumi energetici per l’illuminazione del 20% entro il 2020. Progressi modesti invece per la disponibilità e l’uso effettivo della banda larga: quella di base è sempre più accessibile anche nelle zone remote, ma l’effettiva diffusione e utilizzazione della banda larga superveloce, secondo la Commissione, si concentrano attualmente solo in poche zone, soprattutto urbane. Bruxelles sta lavorando con gli Stati membri per realizzare l’obiettivo di dare accesso alla banda larga di base a ciascun cittadino dell’Unione entro il 2013 ed entro il 2020 alla banda larga veloce e ultraveloce. Si osservano progressi insufficienti anche per il commercio elettronico transfrontaliero: nel 2010 è passato solo dall’8,1% all’8,8%. L’obiettivo dell’Agenda digitale è che entro il 2015 il 20% dei cittadini facciano acquisti online transnazionali. La Commissione intende analizzare questo ed altri ostacoli allo sviluppo del mercato unico digitale in una comunicazione che elaborerà prossimamente sulla direttiva eCommerce. Quanto alla presenza online delle piccole e medie imprese il 26% compra online (percentuale in aumento), ma solo il 13% vende online (aumento di due punti rispetto all’anno scorso). Infine i prezzi del roaming: sono scesi di 1,5 centesimi di euro nel 2010, ma continuano a essere tre volte più cari delle chiamate nazionali. L’obiettivo dell’Agenda digitale è raggiungere la parità dei prezzi tra chiamate nazionali e in roaming entro il 2015 nell’Ue. (Red – 31 mag)