La verifica, chiesta dal presidente della Repubblica dopo la nomina dei nuovi sottosegretari di Iniziativa Responsabile, ci sarà il prossimo 22 giugno nell’aula della Camera. A deciderlo è stata la conferenza dei capigruppo riunita questa mattina a Montecitorio. Il presidente del Consiglio si presenterà dunque nell’aula della Camera per riferire sul rimpasto di governo e sul programma ma non è ancora chiaro se il dibattito si concluderà con un voto. La conferenza dei capigruppo ha fissato inoltre per mercoledì 15 giugno l’inizio della discussione generale del cosiddetto dl sviluppo su cui il governo potrebbe porre la fiducia.
Intanto continuano le fibrillazioni all’interno della maggioranza. Stavolta è il gruppo di Noi Sud (7 senatori e 12 deputati) a palesare malumori. In una intervista al Messaggero, Gianfranco Miccichè ha detto che il gruppo “è stanco di essere succube della Lega”. “Faremo capire che il Meridione c’è e che deve contare” ha detto Miccichè che si dice “stufo” e afferma che i voti dei parlamentari di Noi Sud “non sono scontati: decideremo caso per caso e diremo sì solo ai provvedimenti che ci troveranno d’accordo “. “L’unico problema di questa maggioranza sembra essere quello di spostare o meno i ministeri a Milano. Una follia – prosegue Miccichè -. Bossi e Berlusconi, a causa della crisi dei loro partiti, hanno perso il contatto con il Paese reale”. Pressing sul governo anche da parte dell’opposizione. Secondo il leader del Pd Pier Luigi Bersani il governo ormai “non sta più in piedi”. Intervistato da L’Unità sulle conseguenze del referendum nella tenuta di governo e maggioranza Bersani ha spiegato: “Ce n’è già di avanzo perché questo governo vada a casa. Certamente, se c’è una grande partecipazione verrà confermata un’esigenza di cambiamento. Per quanto ci riguarda, anche se Berlusconi continuerà ad esercitarsi in tecniche di sopravvivenza, noi – ha concluso Bersani – chiederemo le dimissioni di questo governo. Come stiamo facendo da qualche mese a questa parte”. (Clr / 9 giu)