Roma, 9 giu – “Ancora oggi, dopo otto anni di governo Berlusconi da quando esiste il voto per corrispondenza (dal 2001) i problemi rimangono sempre gli stessi. In più se ne aggiungono altri proprio per opera dell’attuale maggioranza: la furbizia di cambiare, a referendum già avviato, le norme che si vorrebbero abrogare, con l’effetto di dover ristampare le schede. Siccome i tempi non consentono la ristampa anche per l’estero, si mette in discussione la validità del voto già espresso sulle vecchie schede dai cittadini italiani nel mondo. Il tutto con l’intento politico – nemmeno tanto nascosto – di aprire un fuoco di polemiche proprio sul voto all’estero, che renderebbe impossibile il raggiungimento del quorum (addirittura c’è chi assurdamente spiega che lo innalzerebbe), con il vero obiettivo di farlo saltare. Tutto ciò è completamente errato, sia tecnicamente che politicamente”. Lo scrive Eugenio Marino responsabile nazionale italiani nel mondo del Partito democratico sul settimanale Paneacqua a proposito del voto degli italiani all’estero. (Gil)