Nei mesi precedenti all’uccisione di Osama bin Laden, la Central Intelligence Agency (Cia) ha condotto un falso programma di vaccinazioni nell’Abbottabad, in Pakistan, con l’obiettivo di ottenere il Dna dei membri della famiglia del leader di Al Qaeda. Lo scrive il New York Times partendo da un’esclusiva del britannico Guardian e spiegando che questa notizia aggiunge un ulteriore tassello all’intricato caso che ha portato alla morte del ricercato numero uno, aggravando però le tensioni già esistenti tra gli Stati Uniti e il Pakistan. L’operazione è stata gestita da un medico pakistano, Shakil Afridi, arrestato poi dall’intelligence del suo paese in quanto sospettato di collaborazione con gli americani. Oggi il dottor Afridi è ancora sotto custodia pakistana, mentre per quanto riguarda il Dna di Osama bin Laden, sembra invece che il medico sia effettivamente entrato nel suo rifugio, ma senza riuscire a raccogliere i campioni di sangue di tutti i membri della famiglia bin Laden.
(12 lug – fam)