“Credo che dovremmo iniziare a studiare dei passi che ci portino a ridurre gradualmente la nostra dipendenza dall’energia atomica”. Così il premier giapponese Naoto Kan per la prima volta lascia trapelare l’intenzione dell’esecutivo di portare il paese del Sol Levante fuori dal nucleare dopo il disastro alla centrale di Fukushima causato dal terremoto dello scorso 11 marzo. Kan, che ha reso note le sue intenzioni nel corso di una conferenza stampa trasmessa in diretta dalla tv pubblica Nhk, ha aggiunto che c’è bisogno di “realizzare nel futuro una società senza centrali nucleari”, perché “tenuto conto della gravità dei rischi legati alla generazione dal nucleare, ho realizzato che la tecnologia non è qualcosa che possa essere gestita soltanto con misure di sicurezza convenzionali”. Il premier ha poi rassicurato i suoi cittadini affermando che i lavori per la messa in sicurezza della centrale di Fukushima stanno procedendo “quasi secondo la tabella” di marcia prestabilita. Sempre riguardo alla centrale danneggiata Kan aggiunge che “ci potrebbero volere cinque, dieci anni o anche più per il definitivo smantellamento dei reattori”. Inoltre il capo del governo nipponico afferma che il Giappone, nonostante il blocco di 35 reattori su 54 per manutenzione o per ragioni di sicurezza dopo il terremoto-tsunami dell’11 marzo, “ha una produzione energetica sufficiente sia per l’estate sia per l’inverno”. (Kat – 13 lug)