Terrore e morte a Mumbai a causa di tre esplosioni simultanee che si sono verificate in due zone diverse della metropoli, Una quarta bomba è stata ritrovata inesplosa. Due dei tre ordigni esplosi, che hanno provocato almeno 20 morti e 113 feriti, sono stati piazzati nella zona sud della capitale commerciale indiana: il primo in un’auto che si trovava a Charni Road, nel lussuoso quartiere di Opera House, e l’altro vicino al tempio di Mumbadevi, nel mercato di Zaveri Bazar, rinomato centro di gioiellieri già colpito in passato da attentati terroristici. La terza esplosione è avvenuta vicino a una centralina elettrica nel rione di Dadar, in pieno centro, dove vive la classe media. Secondo il governatore dello stato di Maharashtra, Chhagan Bhujbal, l’obiettivo degli attentatori era quello di colpire zone molto affollate in modo da fare più vittime possibile. Tutti e tre gli ordigni, esplosi tra le 6 e mezza e le 7 del pomeriggio ora locale, erano di fattura rudimentale di solito usati, secondo la polizia, dai gruppi estremisti islamici. Gli attentatori avrebbero piazzato nella metropoli indiana anche una quarta bomba però rimasta inesplosa, anche se la notizia al momento non è stata confermata dalle autorità. Il triplice attentato non è stato ancora rivendicato anche se secondo la polizia dietro agli attacchi ci sarebbe la mano dell’associazione clandestina Indian Mujahiddin, autrice di diversi atti terroristici in India e affiliata a gruppo della jihad pakistana come la Lashkar-e-Taiba.
(Cle – 13 lug)