L’onda dello scandalo intercettazioni che ha investito il gruppo britannico dell’editoria News International del magnate Rupert Murdoch non sembra arrestarsi ma continua ad avanzare, allargandosi e coinvolgendo nuovi attori. Adesso è addirittura la volta del premier inglese David Cameron. Dopo l’arresto di Rebekah Brooks, ex amministratore delegato di News International, rilasciata ieri su cauzione e le dimissioni e del capo di Scotland Yard Sir Paul Stephenson, Cameron finisce nell’occhio del ciclone proprio a causa delle parole da questi pronunciate durante sua la conferenza stampa di commiato. Stephenson ha infatti dichiarato che quando Neil Wallis – ex vicedirettore del tabloid al centro delle intercettazioni News of the World, poi addetto alle pubbliche relazioni di Scotland Yard – fu assunto presso la polizia non “c’era evidenza di un suo coinvolgimento nello scandalo intercettazioni” (contrariamente al caso dell’ex capo dell’ufficio stampa di Cameron e già direttore di News of the World, Andy Coulson, voluto espressamente dal primo ministro). Inoltre Stephenson dichiara di non aver menzionato l’ingaggio di Wallis – arrestato il 14 luglio – prima che ne parlassero i giornali per non “compromettere” il primo ministro. Mentre il cerchio intorno a Cameron si stringe e intorno al titolare di Downing Street si ampliano dunque i sospetti sul fatto che fosse a conoscenza del sistema di intercettazioni illecite messe in atto dalla News International. (18 lug – Kat)