Mobilità e giovani. Gli under 25 usano poco i fondi e borse di studio per studiare o fare uno stage all’estero rispetto ai loro coetanei degli altri Paesi europei. Ma i dati italiani, secondo il ministro della Gioventù Giorgia Meloni, migliorano di anno in anno, “anche grazie al lavoro svolto insieme all’Associazione nazionale per il giovani (Ang)”. “Da noi sicuramente c’è ancora – spiega il ministro – una cultura ‘imperfetta’ dal punto di vista della mobilità dei giovani in Europa. Lo dimostra il dibattito sulla fuga dei cervelli, perché tendiamo a considerare ‘fuga dei cervelli’ anche quella di chi fa una parte della propria formazione all’estero e poi torna in Italia e invece questa esperienza è una ricchezza straordinaria. Parlando di questa esperienza come di una ‘fuga dei cervelli’ è come se dicessimo ai nostri ragazzi che, se vanno all’estero anche solo per un breve periodo, stanno in qualche maniera scappando dalle proprie responsabilità e tradendo l’Italia. Invece in questo periodo il lavoro dovrebbe proprio essere quello di rendere ‘obbligatorio’ l’Erasmus – scherza la Meloni -. Se noi riuscissimo a mettere tutti i nostri ragazzi nella condizione di fare a un certo punto una parte del proprio percorso di formazione all’estero, sfrutteremmo al massimo – sottolinea il ministro – una delle poche ricchezze che per i ragazzi esistono attualmente. Abbiamo portato avanti alcune iniziative, come il programma ‘Gioventù in azione’, ma questo è uno dei punti su cui sicuramente – conclude la Meloni – vale la pena continuare a ragionare per capire cosa si possa fare in concreto”.
(27 lug – PO / Cle )