Lavorare d’estate sì, ma non in campus o tavoli di confronto, bensì in Parlamento per approvare una proposta di riforma che introduca nella Costituzione l’obbligo del pareggio di bilancio per Stato e Regioni. E’ questa l’iniziativa di alcuni senatori appartenenti a gruppi di maggioranza e opposizione, per mettere un freno alle speculazioni finanziarie che stanno colpendo l’Italia. Lo spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi non accenna a diminuire e “ogni ora che passa la preoccupazione cresce – ha spiegato in una conferenza stampa a Palazzo Madama Nicola Rossi, che ha coordinato la stesura della proposta – per questo abbiamo accelerato un’iniziativa che rendesse chiari gli intendimenti della politica economica italiana”. Il disegno di legge costituzionale modifica gli articoli 23, 81, 117 e 119 ed è stato firmato, oltre che da Rossi (Misto), dai senatori Emanuela Baio, Maio Baldassari, Franco Bruno, Riccardo Milana e Francesco Rutelli di Per il Terzo Polo (Api-Fli), Maria Leddi, Magda Negri ed Enrico Morando del Pd, Maurizio Fistarol e Gianpiero D’Alia dell’Udc e nella maggioranza Giuseppe Pisanu (Pdl) e Massimo Garavaglia (Ln). Come ha sottolineato Rossi, con l’introduzione dell’obbligo del pareggio di bilancio dal 2015 e l’entrata in vigore di un limite di spesa del 45% dal 2020 “da qui a un secolo ci ritroveremmo con un debito dal 20 al 40% rispetto al Pil”, a seconda del tasso di crescita di quest’ultimo. Da Rossi a Baldassarri a Morando, tutti hanno messo in evidenza che la scarsa credibilità della manovra appena approvata dal governo nei confronti dei mercati risiede nel fatto che il grosso dei provvedimenti è stato spostato nel biennio 2013-2014, al di là dell’attuale legislatura. Per questo motivo, ha ribadito Rutelli, “di fronte alla crisi dei mercati occorrono riforme strutturali e questa lo è. Ritengo che si tratta di un’iniziativa che non può non essere condivisa da un ampio spettro di forze ed è la migliore risposta messa in campo fino a questo momento”.
(Pif – 2 ago)