Un “nuovo metodo di lavoro”, governo operativo anche ad agosto, l’apertura di “tavoli e tavolini” con le parti sociali per il rilancio della crescita, ma nessun provvedimento concreto per il momento. A cominciare dall’anticipo di alcune misure contenute nella manovra finanziaria appena approvata, come chiesto anche da qualche esponente dell’opposizione (Casini su tutti, mentre Bersani ha già detto no perché bisogna “mantenere i saldi ma cambiare la manovra”, che è “sbagliata e iniqua”). Insomma il risultato più importante dell’incontro di oggi tra governo e parti sociali sembra essere proprio l’incontro stesso, ossia l’avvio di un dialogo costruttivo tra politica, banche, imprenditori e mondo del lavoro per arrivare ad elaborare entro settembre “un patto per la crescita” il più condiviso possibile. Nella conferenza stampa al termine dell’incontro il presidente del Consiglio ha ostentato ancora una volta sicurezza rispetto alla solidità “del sistema bancario, delle imprese e delle famiglie” italiani, convinto che “la crisi non si aggraverà”, anche se le sue origini “non sono endogene ma planetarie e globali, vengono da fuori l’Europa e rispetto ad esse gli Stati dell’Unione europea non hanno la possibilità di dare risposte immediate”. All’incontro con il governo le parti sociali si sono presentate con un documento condiviso che mette in cima all’agenda delle cose da fare per superare la crisi innanzitutto la necessità di dare credibilità per tranquillizzare i mercati all’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2014 (con obbligo del pareggio da inserire anche in Costituzione). E poi l’anticipo delle misure contenute nella manovra per ridurre i costi della politica, un grande piano di privatizzazioni e liberalizzazioni da avviare subito, lo sblocco degli investimenti per realizzare opere importanti soprattutto nei settori della logistica e dell’energia, una riforma strutturale della Pubblica Amministrazione che spinga sull’acceleratore di una sempre maggiore semplificazione e infine l’impegno delle parti sociali a proseguire l’opera di modernizzazione delle relazioni sindacali per riformare il mercato del lavoro. Tutti punti che “sono stati condivisi dal governo”, ha spiegato la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia al termine dell’incontro, “ora attendiamo di capire se verranno affrontati con l’urgenza e il senso di emergenza che noi sentiamo molto forte”, perché non è più tempo di cercare “scuse o scappatoie”. Un’urgenza evidentemente condivisa anche dal presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet, che ha invitato l’Italia ad avviare al più presto delle riforme strutturali, in particolare “anticipando i tempi del risanamento fiscale”, e un’emergenza probabilmente avvertita anche dai mercati finanziari, con lo spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi che continua a viaggiare a vette pericolosissime e la Borsa italiana che non smette di scivolare su crinali sempre più bui. Per ora la risposta del governo è contenuta in un documento in otto punti che riprende sostanzialmente le proposte delle parti sociali.
(4 ago – Pif)